mercoledì 18 settembre 2013
La Stalingrado
d'Italia vota
 
Giorgio Salvetti 04-05-2012
 
Vincere al primo turno. È l'unico modo per tentare di dimenticare lo scandalo Penati che ha trasformato la Stalingrado d'Italia nel caso emblematico della cattiva politica firmata Pd. Per questo il centrosinistra compatto (Pd, Idv, Sel, Prc) sostiene la candidata sindaco Monica Chittò, assessore alla cultura uscente, dunque in continuità con l'attuale sindaco Giorgio Oldrini, uno degli attori del cosiddetto «sistema Sesto», l'intreccio di potere che governa ciò che resta del polo industriale della Milano che fu operaia. Ne parliamo con Giuseppe Valeriano, ex assessore all'ambiente in quota Sel. Lasciò in polemica con la giunta Oldrini e per questo è stato sentito più volte come teste in merito alle vicende legate alla gestione urbanistica dell'enorme area dismessa della ex Falck.
Che aria si respira a pochi giorni dal voto?
Un clima paradossale. Qui la destra che corre divisa - Pdl e Lega corrono da soli - attacca sulla questione morale, e il centrosinistra si difende vantando l'eccellenza del modello Sesto. Sembra un po' di sentire Formigoni quando difende la sanità lombarda...
Non sei troppo duro?
Il fatto è che il centrosinistra non sembra disposto a fare autocritica o a fare un gesto di discontinuità con il recente passato. Non parlo delle vicende giudiziarie, ne faccio una questione politica ed etica. Alle scorse elezioni Oldrini vinse con il 52% perdendo già molti voti rispetto alla volta precedente. E ora se Monica Chittò non vince al primo turno c'è il rischio che la destra si ricompatti e il secondo turno diventa insidioso. 
Qual è il problema principale di cui si dibatte?
Il mega progetto urbanistico sull'area ex Falck. Si tratta di un territorio di un milione e 200 mila metri quadri su cui sono previste costruzioni per un milione di metri quadri. In sostanza BancaIntesa gestisce i debiti dei vari proprietari che si sono succeduti e spesso sono falliti nel corso degli anni. La concessione di volumetrie si trasforma in capitale finanziario che permette di gestire quei debiti anche da parte delle banche che li hanno concessi.
E il comune che ci guadagna?
In teoria opere pubbliche, di fatto ha la possibilità di gestire le operazioni e questo è un grande potere.
Quali sono le altre liste in gara?
C'è una lista civica che candida il fratello di Valerio Staffelli di Striscia la Notizia, poi c'è il candidato dei Verdi, Orazio La Corte. E ci sono i grillini.
I grillini, appunto, anche a Sesto fanno paura?
Grillo è venuto in piazza e mille persone sono venute ad ascoltarlo. Anche Vendola è venuto ma ha parlato della corruzione del Pirellone. Bersani invece non si è fatto vedere, solo Fassino ha parlato ma non in piazza. Ferrero e Di Pietro non sono venuti.
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