
Pdl e Lega
separati in casa
Luca Fazio - il manifesto 04.05.2012
Il voto in Lombardia peserà molto sullo scenario politico italiano. Domenica si vota in 126 comuni, 25 dei quali contano più di 15 mila abitanti. Quasi ovunque la domanda è una sola: cosa combinerà la Lega? In subordine, altre due incognite. Riuscirà a tenere le posizioni il Pdl dopo lo spappolamento seguito al tramonto di Berlusconi? E il Pd riuscirà a raccogliere qualcosina nel territorio da sempre più ostile? Su tutto - ma non è questione solo lombarda - il risultato dei grillini. L'incubo dei partiti. Solo loro, anche in Lombardia, sono stati capaci di riempire tutte le piazze, con Grillo. L'idea, comunque, è che se il partito di Bobo Maroni (e Bossi) non fosse stato ridotto al «così fan tutti», cioè sono tutti uguali e tutti ladri, qui in Lombardia avrebbe fatto terra bruciata.
Di fatto la Lega è l'unica forza all'opposizione presente in parlamento e molti cittadini disorientati dal governo bipartisan di Mario Monti avrebbero potuto premiare l'ipocrisia fanfarona ma molto seducente per quelli che ormai non arrivano più alla fine del mese. Tanto più che questa volta ha deciso di correre da sola. I vecchi alleati di governo si battono gli uni contro gli altri, e questa era la novità politica principale prima che la Lega venisse squassata dalle inchieste giudiziarie. Una decisione che ha creato chance inimmaginabili per il centrosinistra, che quasi ovunque si presenta unito con il ticket Pd-Sel-Idv (il ritrattino di Vasto, insomma). Le partite più importanti, quelle che decideranno chi vince e chi perde, si giocano a Monza, Como e Sesto San Giovanni.
Il capoluogo della Brianza - con i comuni che gli gravitano attorno - è sicuramente il test decisivo per la Lega (si va alle urne anche a Cantù, Erba, Cesano Maderno, Lissone e Meda, tutti centri molto popolosi e amministrati dal Carroccio con percentuali stratosferiche). A Monza, più di 90 mila abitanti, probabilmente si andrà al ballottaggio, e la destra divisa potrebbe anche perdere uno dei suoi feudi più rappresentativi. I tre candidati sono Andrea Mandelli (Pdl e La Destra), il sindaco leghista uscente Marco Mariani che nel 2007 vinse al primo turno, e Roberto Scanagatti (centrosinistra). Anche il terzo polo (Udc e Fli) non si presenta unito. Per dare una mano al suo uomo, ieri sera Silvio Berlusconi si è concesso un'ora di shopping da piazza Citterio a piazza Duomo. E' stata la sua prima e unica uscita elettorale, tanto per dire quanto ci tiene a non perdere Monza, visto che Andrea Mandelli lo ha scelto lui durante un vertice ad Arcore. «Garantirà onestà ed efficienza, lo conosco da tempo, sarà capacissimo», ha detto Berlusconi stabilendo le sue priorità per governare la città, «la viabilità ma la sicurezza prima di tutto». E lo spauracchio di sempre: «I comunisti sono ancora in giro».
A Como (69.618 votanti), invece, potrebbe profilarsi addirittura un risultato storico: sicuramente si andrà al secondo turno (e da quelle parti è già una notizia) e il centrosinistra potrebbe addirittura spuntarla. Il Pd, dopo le primarie, ha scelto di candidare Mario Lucini, mentre la maggioranza di centrodestra si presenta divisa, dopo essersi sgretolata in precedenza soprattutto a causa di quel muro «scandaloso» costruito sul lungolago (i lavori sono stati sospesi e ancora bloccati). La candidata del Pdl è Laura Bordoli, a fare da contorno ai due candidati forti ci sono altri quattordici aspiranti sindaco (curiosamente, quasi ovunque in Lombardia si assiste ad un proliferare di candidati). In alcuni territori del comasco (nei piccoli comuni di Barni e Brienno) per la prima volta si presenta anche il PirateParty, il partito «ribelle» di ispirazione nordeuropea.
Infine, Sesto San Giovanni, dove la sinistra, che domina incontrastata dal dopoguerra, dovrebbe spuntarla anche questa volta nonostante l'inchiesta giudiziaria sull'area Falck dell'anno scorso che è costata la carriera a Filippo Penati, l'ex uomo forte del Pd del nord, nonché braccio destro di Pierluigi Bersani. Per tentare l'impossibile (anche solo riuscire ad arrivare al secondo turno), il centrodestra ha scelto Franca Landucci, docente della Cattolica di area Cl. Nel segno della continuità la candidatura di Monica Chittò (centrosinistra). Anche a Sesto la Lega corre da sola.
Di fatto la Lega è l'unica forza all'opposizione presente in parlamento e molti cittadini disorientati dal governo bipartisan di Mario Monti avrebbero potuto premiare l'ipocrisia fanfarona ma molto seducente per quelli che ormai non arrivano più alla fine del mese. Tanto più che questa volta ha deciso di correre da sola. I vecchi alleati di governo si battono gli uni contro gli altri, e questa era la novità politica principale prima che la Lega venisse squassata dalle inchieste giudiziarie. Una decisione che ha creato chance inimmaginabili per il centrosinistra, che quasi ovunque si presenta unito con il ticket Pd-Sel-Idv (il ritrattino di Vasto, insomma). Le partite più importanti, quelle che decideranno chi vince e chi perde, si giocano a Monza, Como e Sesto San Giovanni.
Il capoluogo della Brianza - con i comuni che gli gravitano attorno - è sicuramente il test decisivo per la Lega (si va alle urne anche a Cantù, Erba, Cesano Maderno, Lissone e Meda, tutti centri molto popolosi e amministrati dal Carroccio con percentuali stratosferiche). A Monza, più di 90 mila abitanti, probabilmente si andrà al ballottaggio, e la destra divisa potrebbe anche perdere uno dei suoi feudi più rappresentativi. I tre candidati sono Andrea Mandelli (Pdl e La Destra), il sindaco leghista uscente Marco Mariani che nel 2007 vinse al primo turno, e Roberto Scanagatti (centrosinistra). Anche il terzo polo (Udc e Fli) non si presenta unito. Per dare una mano al suo uomo, ieri sera Silvio Berlusconi si è concesso un'ora di shopping da piazza Citterio a piazza Duomo. E' stata la sua prima e unica uscita elettorale, tanto per dire quanto ci tiene a non perdere Monza, visto che Andrea Mandelli lo ha scelto lui durante un vertice ad Arcore. «Garantirà onestà ed efficienza, lo conosco da tempo, sarà capacissimo», ha detto Berlusconi stabilendo le sue priorità per governare la città, «la viabilità ma la sicurezza prima di tutto». E lo spauracchio di sempre: «I comunisti sono ancora in giro».
A Como (69.618 votanti), invece, potrebbe profilarsi addirittura un risultato storico: sicuramente si andrà al secondo turno (e da quelle parti è già una notizia) e il centrosinistra potrebbe addirittura spuntarla. Il Pd, dopo le primarie, ha scelto di candidare Mario Lucini, mentre la maggioranza di centrodestra si presenta divisa, dopo essersi sgretolata in precedenza soprattutto a causa di quel muro «scandaloso» costruito sul lungolago (i lavori sono stati sospesi e ancora bloccati). La candidata del Pdl è Laura Bordoli, a fare da contorno ai due candidati forti ci sono altri quattordici aspiranti sindaco (curiosamente, quasi ovunque in Lombardia si assiste ad un proliferare di candidati). In alcuni territori del comasco (nei piccoli comuni di Barni e Brienno) per la prima volta si presenta anche il PirateParty, il partito «ribelle» di ispirazione nordeuropea.
Infine, Sesto San Giovanni, dove la sinistra, che domina incontrastata dal dopoguerra, dovrebbe spuntarla anche questa volta nonostante l'inchiesta giudiziaria sull'area Falck dell'anno scorso che è costata la carriera a Filippo Penati, l'ex uomo forte del Pd del nord, nonché braccio destro di Pierluigi Bersani. Per tentare l'impossibile (anche solo riuscire ad arrivare al secondo turno), il centrodestra ha scelto Franca Landucci, docente della Cattolica di area Cl. Nel segno della continuità la candidatura di Monica Chittò (centrosinistra). Anche a Sesto la Lega corre da sola.





• 