domenica 17 febbraio 2013
Tepco rinnova il cda
volano urla e insulti
Pio d'Emilia - 29.06.2011
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 «Voi non siete manager, siete dei mascalzoni. Toglietevi la vita, qui, adesso, davanti a tutti noi». Le parole di Kanako, una sfollata di Fukushima entrata grazie ad una delega rimediata all'ultimo momento, rimbombano nella sala come macigni, e conquistano il silenzio. Dopo tutto siamo in Giappone, ed evocare l'antico e per fortuna oramai desueto rito del seppuku, lo sbudellamento espiativo e purificante, qualche brivido lo provoca ancora. Ma non a Masataka Shimizu e compagni, il consiglio di amministrazione della Tepco che il giorno dello tsunami stavano facendo baldoria in un albergo di Pechino, assieme ai giornalisti che si erano portati dietro per illustrar loro l'enorme potenziale del mercato nucleare cinese.Loro tirano dritto. Avanti un altro. E' tutto già deciso, la maggioranza è assicurata dal voto on line, ma è pur sempre l'assemblea annuale degli azionisti, organo supremo di un'azienda che per anni è stato il fiore all'occhiello della Borsa di Tokyo è oggi è l'incubo non solo dei giapponesi, ma del mondo intero. E gli azionisti avranno pure il diritto, una volta l'anno, di parlare. Solo che stavolta sono troppi. Più di 9 mila. E sembra vogliano parlare tutti, di tutto. C'è perfino chi propone una mozione per il cambiamento dello statuto e l'uscita immediata dal business del nucleare. Conquista 472 voti. Ma all'esterno, dove quelli che sono rimasti fuori seguono l'andamento dei lavori, scoppia un applauso. Fuori dall'albergo, nel parco Shiba, più che l'assemblea dei piccoli risparmiatori, ennesime vittime di una catastrofe annunciata (il titolo ha perso negli ultimi tre mesi il 90% del valore, decine di migliaia di persone hanno perso tutti i loro risparmi) sembra una manifestazione anti-nucleare. Ci sono tutti, Greenpeace, che riesce anche lei a "conquistare" un paio di deleghe e quindi la possibilità di far partecipare i suoi rappresentanti ai lavori, i piccoli, ma combattivi, sindacati antagonisti, le "mamme di Fukushima.Kanako è una di queste. E' da quando si è alzata, alle 4 di mattina, per salire sull'autobus che l'avrebbe portata assieme ad un centinaio di compagne di sventura a Tokyo, che studia il modo per entrare nel salone e dire la sua. Alla fine lo trova. Gli azionisti vengono fermati uno ad uno, invitati a discutere, a valutare la situazione. E molti lo fanno. Qualcuno, colpito dalla gravità della situazione, addirittura si commuove e si converte alla causa. E molti rinunciano ad entrare, offrono la loro delega. Andate dentro voi, dite pure la vostra. Il governo si aspettava tensione, forse anche scontri. E aveva inviato, fin dall'alba, oltre un migliaio di poliziotti. Ma si vede subito che non servono. Non c'è alcun motivo di tensione, tra chi sta qua fuori. Sono tutti, più o meno, nella stessa situazione: preoccupati e incazzati. «Sono azionista da 40 anni - ci racconta una signora assai alterata -, ho perso tutti i miei risparmi e va bene. Colpa mia, la Borsa è una scommessa. Ma quello che non sopporto è essere presa in giro da un branco di mascalzoni. Sono venuta solo per vedere dal vivo le loro facce e urlare la mia rabbia. Che si vergognino».Dentro è una bolgia. A noi giornalisti, nonostante lunghe e per certi versi divertenti trattative, non ci fanno entrare. Solo le agenzie, all'inizio, per qualche minuto, poi tutti fuori. Ma l'albergo ha messo a disposizione alcuni monitor e comunque gli azionisti entrano ed escono, e non hanno problemi a raccontare quello che succede. E parlano di insulti, di urla, di tentativi di intimidazione da parte dei sokaya, "i soci in affitto" che la yakuza usava fornire alle aziende, per far in modo che l'assemblea vada avanti liscia ed in modo veloce. Erano anni che non se ne vedevano più in giro, ieri sono riapparsi, come per miracolo. La Tepco, comunque, non demorde. La road map per la messa in sicurezza dei reattori verrà rispettato, assicurano. Il consiglio di amministrazione chiede scusa, ma intente continuare ad occuparsi del settore nucleare e nel documento distribuito agli azionisti si continua a parlare del settore come uno di quelli dal futuro garantito. Sarà.A 280 km, nella centrale maledetta di Fukushima, l'emergenza continua. Se nei prossimi giorni non verrà rispristanato il sistema francese di decontaminazione, decine di migliaia di litri di acqua altamente radioattiva finiranno, di nuovo, in mare. Con o senza il permesso del governo.
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