sabato 16 febbraio 2013
«Perché sta fallendo
l'Unione europea?»
Gabriele Polo - 21 luglio 2011
 
L'Europa è in pessime condizioni, non serve essere dei geni per capirlo. Ogni giorno i mercati fibrillano, la speculazione imperversa, i governi appaiono impotenti o concentrati solo sul loro «particolare». Sotto i colpi della crisi traballano Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e - sempre di più - Italia. La stessa esistenza dell'Euro - monocratico pilastro della costruzione comunitaria - non è più data per scontata. E i cittadini europei subiscono quotidianamente le conseguenze di manovre «di stabilità» che per rispettare vincoli di bilancio e salvare qualche banca rendono sempre più instabile le esistenze delle persone. A pagare i costi più alti è chi vive di salari, stipendi, pensioni o redditi precariamente saltuari. La crisi attuale, insomma, ha fatto saltare tutte le tutele (a partire dal welfare e dalle certezze occupazionali) che la vecchia Europa considerava acquisite. E che l'Ue avrebbe dovuto - era la promessa - rendere più «moderne», salde e inclusive.
La debolezza sociale ed economica (ma anche politica e, alla fine, esistenziale) che gonfia il numero dei poveri (e nutre anche i consensi delle destre estreme) con cui il vecchio continente si è presentato all'appuntamento con la grande crisi dipenderà anche da come l'Unione è nata? Dal patto di stabilita e dalle scelte liberiste e monetarie della Commissione e della Banca Centrale? E quali responsabilità, quali margini di manovra hanno ora i governi e le politiche nazionali? Sono le domande che hanno spinto il manifesto e Sbilanciamoci a organizzare una discussione sulla «Rotta d'Europa», partendo dalle caratteristiche originarie dell'Ue, per capire le cause di un fallimento in corso e individuare un cambio di direzione (che non sia, come oggi sta accadendo, una «rotta» nel senso peggiore del termine).
Ad aprire il confronto è Rossana Rossanda, con un lungo articolo, fatto soprattutto di domande, in cui si rivolge a tutti noi, ma soprattutto «agli amici economisti e ai padri e padrini (di battesimo, in senso cattolico) della Ue, nella speranza che rispondano ai dubbi che una cittadina di media cultura si pone ormai impietosamente: non c'è stato qualche errore nella costituzione della Ue? E come si ripara?». Non è un caso che Rossanda parte dall'affermazione fatta qualche anno fa da Romano Prodi, quando si felicitava d'aver fatto l'unità dell'Europa «cominciando dalla moneta. Se avessimo cominciato dalla politica - il suo argomento - non ci saremmo arrivati mai data la storica rissosità dei singoli stati». Chissà - si domanda Rossanda - «se oggi lo ripeterebbe». Premesse alla costruzione europea che si dimostrano perlomeno discutibili, di fronte all'assenza di una politica continentale, al punto da far riemergere - e nella forme meno controllabili - proprio tutte quelle «rissosità» cui faceva riferimento lo stesso Prodi.
L'articolo di Rossanda è visibile su questa pagina e su www.sbilanciamoci.info. Siti che ospiteranno una discussione che proseguirà per tutta l'estate. Sperando di trovare qualche risposta prima dell'inizio di un autunno che non si prospetta né mite né tranquillo.
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
condividi  
 |  invia per email |  stampa
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it