sabato 16 febbraio 2013
La scuola
secondo Profumo
Diventerà, forse, un disegno di legge, mentre il decreto resterà soltanto per la parte riguardante l'università e l'abilitazione ai concorsi. L'idea del ministro dell'istruzione Francesco Profumo di varare un decreto su scuola e università che mettesse al centro il "merito" ha scatenato una ridda di polemiche. Poi lui ha fatto marcia indietro: ha detto che non intendeva immaginare una scuola disegnata soltanto per i più bravi e che per  i "percorsi di valorizzazione" proprosti nel suo decreto (per esempio l'idea dello "studente dell'anno", tutti gli elementi principali del decreto si trovano nella scheda, qui in alto) erano previsti soltanto alcuni spiccioli.
 
Ma la marcia indietro non è bastata, e il governo dei tecnici ha deciso, almeno così pare, di non infilarsi in un ginepraio. Dunque, con molta probabilità le idee di Profumo saranno esposte in un disegno di legge che resterà chiuso nei cassetti.
 
Ma la boutade del ministro ha avuto il merito - appunto - di rimettere al centro almeno per qualche giorno il discorso sulla scuola. Ormai praticamente abbandonata, lasciata da sola a difendersi sulle barricate di tagli sempre più insostenibili e critiche a pioggia che vengono sganciate senza che però nessuno si rimbocchi le maniche per garantire l'indispensabile. E giudizi che però la dicono lunga su dove, una parte del paese, vorrebbe che andasse la nostra scuola: visto che è in affanno, allora creiamo dei percorsi "protetti" (finanziati) per quelli "portati" per lo studio. Tutti gli altri: pazienza. Non è Profumo il primo a provarci (lui, ovviamente, sostiene di non aver mai detto questo, ma basta guardare i capisaldi del suo decreto per capire la sua "scuola") è dai tempi del ministro Moratti che si lavora ai fianchi della scuola pubblica per ché si imbocchi questa strada. ma l'Italia in crisi, di che scuola ha bisogno? E' la meritocrazia la carta vincente? Sulle nostre pagine abbiamo ospitato (e continueremo a ospitare) un dibattito du questo punto: chiariamoci le idee.
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