mercoledì 18 settembre 2013
Stop alle esternalizzazioni
 
Consulenze e appalti
 
Le P.A. DEVONO assolutamente riqualificare il personale presente in organico e di conseguenza ridimensionare le consulenze esterne specialmente quelle giuridiche (da non confondersi con i contratti a progetto o simili (CO.COC.CO., CO.CO.PRO. ECC...) intendo quelle con gli studi legali. Ovvero quando viene fornita una consulenza alla P.A. questa deve essere oggetto di apposita verifica (INCROCIATA) in merito alla esistenza di rapporti privati, già in essere, tenuti da parte del soggetto esaminato, e riguardanti la stessa materia oggetto della consulenza, per cui si debba riconoscere uno specifico incarico, sia direttamente che indirettamente (per esempio un legale (avvocato) non può fornire consulenza alla p.a. in prima persona e contemporaneamente come società di consulenza (di cui fa parte secondo la visura camerale alla controparte privata) e viceversa i legali incaricati alla rappresentanza di soggetti privati nelle trattative con la P.A. devono dimostrare di non avere rapporti in essere direttamente con la P.A. se tale situazione di conflitto d'interessi viene accertata deve decadere automaticamente la validità qualsiasi contratto di consulenza con la P.A. ed eventuali crediti correlati a precedenti prestazioni da ritenersi estinti.
 
Tali economie dovranno essere riutilizzate per la riqualificazione del personale della P.A..
 
Altra fonte di risparmio è il dimezzamento della copertura economica dei costi integrativi degli appalti pubblici in caso di presentazione di varianti, qualora l'appalto non sia stato riconosciuto a seguito di apposita gara ma secondo il metodo della licitazione privata ed obbligando che la copertura economica sia garantita dal capitale proprio della società appaltante. La congruità delle offerte presentate in gara d'appalto deve verificare che il risparmio ottenuto avvenga senza l'approvazione di una revisione prezzi con aumento di alcuni singoli costi e forte ribasso su altri. La congruità sulle offerte preventivi presentati per l'erogazione di contributi pubblici da attuarsi in sede d'istruttoria tecnica sulla finanzi abilità dell'intervento si deve basare oltre che sulla regola del prezzo più basso ma anche sulla piena comparabilità tecnica delle offerte presentata per il confronto ovvero mediante la definizione di specifici indici di valutazione che devono essere definiti sia in sede di definizione del bando che in sede di approvazione dei progetti esecutivi presentati a contributo e sulle relative varianti riconosciute. E ce ne sarebbero altre forme di taglio ma di queste ho esperienza diretta.
Saluti
Mauro
 
L'outsourcing è la regola
Sanità. Le protesi e gli apparecchi ortopedici sono acquistati a prezzi esorbitanti (esperienza diretta: un apparecchio pagato in contanti al fornitore meno di 400 euro, pagato dalla Regione, diventa 750 anche perché la Regione ci mette 2 anni a pagarlo). Non solo, ma sono acquistati quando potrebbero benissimo essere fabbricati da officine ortopediche da artigiani che una volta esistevano e che sono stati smantellati negli ultimi 30 anni. Il prezzo di un giorno di ricovero in ospedale è fuori da qualsiasi buon senso. Il problema è che lo steso prezzo viene riconosciuto alle strutture private che faranno di tutto per prolungare la degenza o moltiplicare gli esami (esaperienza diretta) anche utilizzando diagnosi volutamente generiche e confuse se non addirittura sballate. La sanità deve essere solo pubblica e le competenze vanno sviluppate al suo interno. E questo vale per tutti gli altri settori dell'economia.
Lavori pubblici. Tutto rigorosamente in appalto a terzi. E perché mai? Un comune come Torino che sa di aver bisogno di migliaia di ore anno di lavori edili su opere pubbliche (manutenzioni ma non solo) dovrebbe avere una notevole quantità di dipendenti che sono muratori, carpetieri, archietti, ingegneri. Altro che appalto esterno
Infine, vietare le consulenze. Se un ente pubblico ha bisogno di una consulenza la chiede gratuitamente ad un altro ente pubblico o sviluppa al suo interno le competenze necessarie. Tra pubblico e privato ci deve essere un solco non attraversabile e questo segnerà la fine degli sprechi.
ENRICO
 
Durc, una semplificazione andata male
 
Il governo, con la sua mania di semplificazione e facilitazione dei compiti alle imprese, può talvolta prendere delle sonore cantonate ed ottenere l'effetto esattamente contrario. E questo il caso della Dichiarazione Unificata di Regolarità Contributiva (DURC) necessaria per l'affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture da parte della pubblica amministrazione. Prima era l'impresa ad acquisire il documento presso lo sportello previdenziale e ad esibirlo (sempre lo stesso) anche in copia in tutte le occasioni che avevano a verificarsi nell'arco dei tre mesi di validità. Ora, dopo la semplificazione, è l'ente pubblico che ha l'obbligo di acquisirlo d'ufficio attraverso lo sportello unico previdenziale. Risultato: in caso di grosse imprese che effettuano piccoli servizi e forniture, che addirittura mettevano a disposizione di tutti il DURC sul sito, si verificano numerosissime e ricorrenti richieste di DURC, talvolta più richieste contemporanee da uffici o servizi diversi dello stesso ente, che intasano lo sportello e allungano i tempi (occorre attendere il documento cartaceo per posta). Le imprese non ottengono nessun beneficio anzi ottengono un danno dall'allungamento dei tempi di definizione degli appalti e dei pagamenti; gli enti si ritrovano con un inutile e dannoso aggravio di lavoro (per richiedere un DURC a seconda della velocità della connessione può essere necessaria anche mezzora di lavoro al terminale) e di spese.
SANDRO
 
Quegli "incentivi" al posto delle assunzioni
Buon giorno.
Mi chiamo Antonio Negrogno. Sono un infermiere specialista laureato dell'Azienda Ausl di Modena. Ci siamo già “sentiti” un paio di anni fa quando ho organizzato a Modena un concerto di sottoscrizione al Manifesto con un discreto successo. Vorrei segnalare uno spreco che si esegue in modo oramai strutturale all'Azienda Ausl. Per una serie di motivazioni (a volte anche valide) l'Azienda si è fatta carico di garantire l'assistenza sanitaria di urgenza- emergenza sevizio 118 su tutto il territorio provinciale. Gestisce quini tutto il sistema di ambulanze su tutto il territorio tramite la centrale operativa 118 di Modena.
Fatto previsto anche dal PAL e, di sicuro, condivisibile. Il guaio è che – come sempre - l'Azienda scarica l'onere sui lavoratori: gli infermieri in servizio sulle ambulanze a Modena vengono utilizzati per coprire i turni di servizio su tutta la provincia. Di conseguenza gli operatori si trovano a doversi spostare continuamente per lavorare su distanze che coprono anche i 70 km (da Modena a Zocca ad esempio). In pratica a rotazione gli infermieri, per alcuni giorni in un mese (si va dai 3 ai 6-7 giorni) devono fare 150 km per andare a lavorare, facendo poi dei turni in ambulanza che arrivano fino ad 11 ore e percorrendo strade di montagna e, soprattutto di inverno, con condizioni meteo sfavorevoli. Da queste rotazioni selvagge del personale, non sono esclusi i lavoratori che beneficierebbero dei vincoli previsti dalla legge a tutela dei soggetti che assistono parenti disabili, i quali secondo il dettato legislativo (legge 104 ) non potrebbero essere spostati in sedi diverse da quelle di appartenenza.
Agli infermieri che svolgono i turni nelle sedi che l'azienda chiama “distaccate” con un eufemismo, viene corrisposto un rimborso spese di 23 centesimi/km per l'utilizzo dell'auto personale, in quanto è stato vietato l'utilizzo dei mezzi di servizio per recarsi a lavoro. Nonostante la cifra di rimborso dei km, al minimo delle tabelle ACI, sia piuttosto bassa, sommando per almeno circa 20 viaggi al giorno in località che distano dai 50 ai 70 km, a fine mese si accumuli una considerevole spesa.
Questa va aggiunta al disagio degli operatori e loro famiglie e, se vogliamo all'usura dei veicoli che nessuno ripaga. L'organizzazione sindacale Cobas (tutte le altre presenti in azienda, compreso CGIL CISL E UIL hanno approvato questo sistema di rotazione tralasciando importanti particolari come l'utilizzo dell'auto di servizio ed il rimborso spese) ha presentato un ricorso d'urgenza al giudice del lavoro per violazione del Contratto nazionale di categoria che limita ad una distanza di 25 km l'utilizzo dell'istituto della trasferta ma il giudice, beffardo, non ha accolto il ricorso d'urgenza sostenendo che “quanto fatto dagli infermieri non era niente di più di quello che fanno tutti i pendolari” consigliando di utilizzare i mezzi pubblici per recarsi a lavoro.
I lavoratori hanno quindi presentato reclamo facendo notare al collegio giudicante che non esiste un servizio di linea che da Modena potesse permettere ai lavoratori di essere a Zocca alle 7 del mattino (ora di inizio turno) ma Questi hanno bocciato il reclamo con la motivazione che “avevamo dimostrato solo in linea teorica di non poter utilizzare i nostri mezzi). Tornando ai conti (in assenza di dati certi vista l'inspiegabile tendenza dell'Azienda Ausl alla non trasparenza), secondo me sarebbe di sicuro meno costoso assumere del personale nelle località montane per il servizio di 118 anche in considerazione del fatto che un posto di lavoro in più non guasterebbe in periodo di crisi.
Grazie.
Dott. Antonio Negrogno
 
Stop ai finanziamenti alle scuole private
stop finanziamenti alle scuole private
stop finanziamento pubblico ai partiti s
top compensi d'oro parlamentari
stop opere inutili
stop missioni di "pace" e spese militari
stop tagli alla scuola pubblica lICI/IMU al Vaticano e vera lotta al'evasione!
Gabriele
 
No alle liquidazioni d'oro
 
Per essere breve mi vengono in mente 2 cose da tagliare subito: - la liquidazione e la pensione di Guarguaglini e di manager come lui, che hanno fatto solo danni alle aziende "di Stato" che hanno amministrato; e dopo tutto hanno anche diritto a liquidazioni e a pensioni d'oro che sono uno scandalo rispetto agli altri onesti cittadini con pensioni e stipendi da fame; - le spese militari, in particolare quelle per l'acquisto di cacciabombardieri, di portaerei, e di qualsiasi arma; teniamo a mente l'art. 11 della Costituzione e tutti gli altri articoli, e indirizziamo il bilancio dello stato per le spese sociali: sanità, istruzione, ricerca!!
Pierpaolo
 
Razionalizzazione delle forze dell'ordine e della scuola
Non possiamo più permetterci duplicazioni e sovrapposizioni di più corpi per l'ordine e la sicurezza. Occorre urgentemente ridurre gli sprechi e razionalizzare processi e competenze unificando le esistenti forze dell'ordine.  Per assicurare un efficace sviluppo delle competenze e della formazione nel settore pubblico, che è essenziale per modernizzare e semplificare la macchina amministrativa, sarebbe necessario procedere più speditamente nella riforma (più volte, ma invano, delineata) delle varie Scuole superiori, dove la competenza contenutistica è scarsamente sostenuta da una adeguata competenza didattica e organizzativa e dove sarebbe urgente la razionalizzazione/valorizzazione/ottimizzazione delle risorse umane, delle strutture, delle cariche e dei bilanci.
 
Silvio Stoppoloni
 
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