domenica 17 febbraio 2013
lucio in the sky
A Bergamo,
negli anni '50
Giuseppe Chiarante - 30 novembre 2011
È con profonda commozione che in un momento come questo ricordo gli anni così lontani in cui conobbi Lucio, strinsi con lui un'amicizia che sarebbe durata tutta la vita, avviammo insieme una comune ricerca culturale e politica che ci portò dall'iniziale esperienza nella sinistra democristiana di orientamento dossettiano all'impegno nel Partito comunista e più in generale nella sinistra italiana.
Ho conosciuto Lucio quando ancora eravamo ragazzi, a Bergamo, dove frequentavamo il liceo classico Paolo Sarpi, sia pure in classi diverse essendo Lucio più giovane di me di tre anni. Fu dunque in una città a larghissima prevalenza cattolica come Bergamo che compimmo i primi passi del nostro comune impegno politico, entrando nei Gruppi giovanili della Dc che erano allora fortemente influenzati da personalità della sinistra cattolica come Dossetti, Lazzati, La Pira. Ma così io come Lucio avvertimmo ben presto la sollecitazione, che si manifestò con forza crescente nell'Italia degli anni Cinquanta, a mettere in discussione il prevalente indirizzo conservatore dei governi dell'epoca e a dare una più coerente attuazione alla Costituzione repubblicana attraverso il recupero di un'intesa tra i partiti che avevano dato vita alla Resistenza e all'Assemblea costituente. In questo orientamento di grande stimolo fu il rapporto che - soprattutto dopo il nostro trasferimento a Roma come dirigenti giovanili democristiani - stabilimmo con Franco Rodano e il gruppo che già prima del '45 aveva dato vita al movimento dei cosiddetti «cattolici comunisti». E d'intesa con Rodano e i suoi collaboratori e con Melloni e Bartezzaghi deputati espulsi dalla Dc per avere votato contro il riarmo e contro l'Alleanza atlantica, promuovemmo il settimanale Il dibattito politico, impegnato su una linea di aperta ripresa del dialogo e della collaborazione con i partiti della sinistra.
Inevitabile, su queste basi, fu lo scontro con la segreteria democristiana, che aveva alla testa Fanfani ed era nettamente contraria all'apertura a sinistra. Io, che nel '54 ero stato eletto al congresso di Napoli membro del consiglio nazionale della Dc pur non avendo ancora 25 anni, fui espulso dalla Democrazia cristiana; Magri lasciò a sua volta quel partito e sviluppando sempre più sul dibattito politico il tema di una linea di rinnovamento civile ed economico del paese decidemmo nel 1958 di entrare nel Partito comunista, impegnandoci sin dall'inizio nel dibattito che già era aperto sull'esperienza di centro-sinistra, collocandoci su una linea più vicina a quella di Pietro Ingrao che alla destra capeggiata da Giorgio Amendola. Cominciava così per noi una nuova esperienza politica, che ci avrebbe portato anche a posizioni diversificate, restando però sempre vivo il legame di solidarietà e di amicizia. 
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
condividi  
 |  invia per email |  stampa
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it