
alias 28 aprile 2012
Francesco Venturi
Luciano del sette
Ai compagni delle elementari, frequentate in una scuola di Alghero, doveva sembrare un tipo ben strano quel ragazzino che collezionava le illustrazioni e i fumetti di Robert Crumb.
A sette anni o giù di lì, nei novanta del secolo passato, avere in classe uno che si incanta davanti a tavole di schietto stampo underground, dove enormi sederi e altre amenità non proprio zuccherose abbondano, metteva certamente in moto sussurri e supposizioni.
Quel ragazzino rispondeva al nome di Francesco Venturi, oggi a un passo dalle trenta primavere, una carriera iniziata tardi (si fa per dire, vista l’età), una passione immutata per l’artista americano. «Il mio tratto viene da lui, sin da bambino ho sempre cercato di imitarlo e copiarlo per quanto mi fosse possibile.
Accanto alla sua figura, c’è quella di mio padre, che faceva l’orafo e nel tempo libero dipingeva. In seguito, è diventato docente di oreficeria presso l’Istituto Superiore d'Arte di Lanusei. Forse ha esercitato nei miei confronti un’influenza... genetica».
Ma né Crumb, né il padre, bastano a convincere Francesco delle sue capacità artistiche. Continua a collezionare fumetti di ogni genere, ma intanto va a occupare un banco di liceo classico, dove intasca la pergamena del diploma.
Meno che ventenne, salpa verso Roma, attratto dal fascino dalla musa Cinema, cui si dedicherà per un quinquennio nelle aule dell’Università La Sapienza. La laurea non gli basta, e allora frequenta un master grazie a una borsa di studio. Il cinema, a questo punto, sembra proprio la strada definitiva lungo la quale avviarsi. «Ho lavorato nel cinema come scenografo, passando in seguito alla realizzazione di storyboard e animazioni per titoli di testa e coda».
Solo nel 2009, scatta la scintilla dell’illustrazione. Venturi lascia Roma per Londra, e qui trascorre un anno durante il quale assorbe dagli artisti della metropoli idee e creatività.
Torna in Italia, e inizia a lavorare per La repubblica, l’Unità, Vanity Fair e varie altre testate. Finalmente un Francesco Venturi risolto e pacificato? Mica tanto. «Ho iniziato a realizzare anche graffiti e murales, e vorrei integrare questa mia nuova attività il più possibile. Spero che il futuro possa riservarmi belle sorprese».
Attendiamo notizie, illustrazioni, graffiti, murales. E chissà cos’altro ancora.





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