
alias 9 giugno 2012
Mauro Cicaré
luciano del sette
C’è un angelo, anzi ce ne sono due, il secondo con l’iniziale maiuscola, nella vita artistica recente di Mauro Cicaré, classe 1957, marchigiano di Macerata.
Il primo angelo ha un colore insolito per le figure alate di biblico repertorio. È nero. È, come lo definisce Mauro, «Il primo, seppur sui generis, supereroe migrante della storia». È l’angelo che, con l’altro angelo dall’iniziale maiuscola, cognome Ferracuti, anch’egli marchigiano, di Fermo, scrittore «in movimento», Cicaré ha coronato, era il 2010, il sogno di ogni fumettista: disegnare, appunto, un supereroe.
Tanta audacia cromatica e di trame ha subito fruttato alla coppia il Premio Speciale Fumetti in Tv al Treviso Comic Book Festival dello stesso anno. Ma il percorso di Mauro era cominciato ben prima, quando, ricorda, « ... capisco che il fumetto non è solo Tex Willer e Zagor (che per altro ancora mi diverto a leggere) e mi innamoro perdutamente di Andrea Pazienza, Stefano Tamburini e Tanino Liberatore, tra gli anni ’70 e ’80.
Nel 1984 mi ritrovo nella banda di Frigidaire, rivista ‘rivoluzionaria’, sin dal primo numero, sotto la cura inesorabile del Robespierre del fumetto italiano, Filippo Scòzzari». Avanti così, mentre mestiere e passione crescono. Adesso, altri punti di riferimento sono Munoz e Pratt, Moebius e Tardi.
I racconti con le nuvolette firmati Cicoré continuano su varie riviste, tra cui Il Grifo, diretta da Vincenzo Mollica: l’unico giornalista televisivo a parlare e promuovere i fumetti sul piccolo schermo.
Ancora avanti, barra a dritta, con progetti realizzati insieme a musicisti come Lucio Dalla, The Gang (anch’essi, sottolinea il papà dell’Angelo Nero, fieramente marchigiani e internazionalisti), gli emiliani Paolo Nori ed Ermanno Cavazzoni. E le copertine per i libri di Stefano Benni, la rivista di letteratura Il Caffè Illustrato diretta da Walter Pedullà.
Proprio grazie a Pedullà, Cicoré incontra il Morgante del Pulci. Lo disegna a fumetti con il titolo Le avventure del gigante Morgante, di prossima uscita per le Edizioni Di di Mauro Paganelli.
Infine la tavola per il manifesto «Ferracuti ed io abbiamo realizzato questa tavola autoconclusiva in segno di solidarietà con il popolo emiliano. Noi marchigiani abbiamo ancora ben presenti, nelle gambe e nella testa, la paura, gli sconquassi e i crolli del terremoto che iniziò nel 1997 e che per un anno scandì quotidianamente e tristemente la nostra esistenza».






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