
alias 24 marzo
Riccardo Cecchetti
Luciano Del Sette
Marchigiano di nascita in quel di Sarnano, Riccardo Cecchetti conosce nei primi anni ’90 il pittore Magdalo Musso, che dalla sua Toscana si è trasferito nella campagne delle Marche, e insegna all’Accademia di Belle Arti di Macerata.
Dice Cecchetti: «L’incontro con Magdalo mi ha fatto drasticamente cambiare idea su qualsiasi approccio alle arti figurative». Il rapporto con Musso, personaggio che alla pittura univa la passione per il teatro, il cinema, l’editoria; propugnatore di una forma di espressione artistica che deve coinvolgere l’immagine e la parola, segnerà in profondità il percorso espressivo del suo «allievo».
La gavetta di Riccardo è fatta di vari ed eventuali mestieri per garantirsi il pane quotidiano: animatore, barista, corrispondente locale del Messaggero, redattore per alcune riviste locali, disegnatore di Prezzemolo per gli sfondi, amministratore di condomini, direttore di hotel.
Poi iniziano le collaborazioni con Selen, Frigidaire, Caffè Illustrato.
Sulla soglia dei quarant’anni, decide di trasferirsi a Torino, lì trascinato dalla forza della sua fede calcistica granata.
L’incontro con Marco Peroni, altro personaggio poliedrico che sa giocare su più livelli con i testi, lo porta alla prima pubblicazione per l’editore Becco Giallo: una graphic novel che ha come protagonista il calciatore beat e ribelle Gigi Meroni, fuoriclasse del Torino degli anni ’60.
Ad essa segue, in occasione del mezzo secolo dalla scomparsa, una seconda graphic novel dedicata ad Adriano Olivetti: Adriano Olivetti, un secolo troppo presto.
Per Alias, Cecchetti ha realizzato la copertina di un numero dedicato a Emilio Salgari nel centenario della morte dello scrittore.
Aiuta Cecchetti a sognare, con le matite in mano, la sua stanza in San Salvario, insieme a Porta Palazzo il quartiere più multietnico di Torino.





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