mercoledì 18 settembre 2013
 
I giornali saranno
un bene pubblico
Sembra incredibile, ma presto sarà così: i giornali diventeranno un bene pubblico che non potrà sostenersi da solo; a finanziarli non basteranno i sottoscrittori, né la vendita nelle edicole, né la poca pubblicità che resta.
 
Héctor Abad Faciolince
Sembra incredibile, ma presto sarà così: i giornali diventeranno un bene pubblico che non potrà sostenersi da solo; a finanziarli non basteranno i sottoscrittori, né la vendita nelle edicole, né la poca pubblicità che resta. Proprio come i biglietti per un concerto non sono sufficienti a finanziare una buona orchestra, proprio come nessuno è disposto a pagare per i libri che si prendono in biblioteca e così come il denaro che si paga per l'ingresso di un museo non basta a comprare opere d'arte, allo stesso modo tra poco non sapremo come finanziare un giornale indipendente. E noi giornalisti, per poter fare il nostro mestiere, avremo bisogno dell'aiuto di qualche benefattore. Ogni giorno i giornali si leggono più su Internet che su carta, e nessuno vuole pagare per leggere in rete. 
Difficilmente questa abitudine cambierà. La gente non ha smesso di leggere giornali; li legge perfino più di prima, ma in modo virtuale. E lì la pubblicità scarseggia. Come sarà possibile, allora, pagare un giornalista, finanziare un viaggio, un'inchiesta seria, un reportage credibile nel proprio paese o agli antipodi? Ci sarà bisogno di un aiuto. Ci sarà bisogno di mecenati, pubblici o privati; non ci sarà altro modo. Così come gli sponsor o gli amici finanziano un museo, un'orchestra filarmonica, una biblioteca pubblica, tra poco succederà lo stesso con i giornali.
E quanto più un giornale sarà indipendente, tanto più necessario diventerà l'aiuto esterno e disinteressato. Perché aiuterebbero? Perchè dovrebbe volerlo fare un mecenate pubblico o privato? Perché senza informazione libera e autentica, senza critica al potere, senza accanita sorveglianza nei confronti della politica, la democrazia si riduce, si restringe e scompare. I cittadini che non siano bene informati, non potranno decidere bene. E i giornalisti non li potranno informare se non c'è denaro per pagarli, se non ci sono giornali indipendenti che li pubblichino.
Non so da dove salteranno fuori le risorse. Da fondazioni, da Ong indipendenti; da qualche ricco cosciente dell'importanza di una informazione seria, critica e completa. Da qualche funzionario statale che non abbia paura di essere inquisito. In caso contrario scompariranno il giornalismo, la critica, lo specchio che va in giro per le strade, i porti e le discariche di ogni paese. 
SOS giornalismo: sì. La crisi non può fare da paravento alla scomparsa della stampa. Senza stampa che informi sulla crisi, la crisi stessa sarà più profonda, e i cittadini saranno meno preparati ad affrontarla.
 
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
condividi  
 |  invia per email |  stampa
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
    in edicola
sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

  In edicola
da martedì 17 settembre
 
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale
 
      IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it