
Il miracolo manifesto
PAOLO BENVEGNù 01.03.2012
Nel secondo secolo avanti cristo, secondo la notazione temporale seguita dall'Occidente, la Cina era dominata dalla dinastia Ch'in, a sua volta, sostituita dalla dinastia Han.
In quegli anni, una nuova stirpe di pastori euroasiatici aggressivi e sanguinari fece la sua comparsa, gli Unni
(hsiung-nu). Per cercare di arginarli, le dinastie Ch'in ed Han, anche tra di loro in conflitto, costruirono la Grande Muraglia, un'opera gigantesca e a conti fatti inutile.
Ecco.. a quale parte in causa vi sentite più vicini, voi?
Sì, dico ad ognuno di voi. Lettori, fruitori, giornalisti, precari, uomo di intelletto , di fede o di misticismo ateo, amici della digos o semplicemente esseri umani.. Insomma, a chi tenere? Ai controllori, ai rivoluzionari, agli invasori, a chi non vuole rischiare, a chi brucia il suo piccolo passato remoto, a chi fa della propria storia un pantheon, a chi aggredisce, a chi difende?
Cosa si aggredisce, cosa si difende, chi controlla chi, chi dona e chi toglie? Questo per dire che a mio parere, non c'è posizione, tra quelle tracciate, che a lungo termine non sia fallibile. Quella del Controllore, quella del Donatore, quella del Fruitore...
Tutto può essere bellissimo e terribile, così come lo è ciò che sta capitando al manifesto...
Ci sono e saranno storie di uomini e donne impegnati per anni a fondo, che sono o saranno trattati come effetto collaterale di questa sciocca insenatura temporale, socio-economica, dimenticati e costretti a fare di se stessi simbolo.
I Neanderthaliani più saggi dei Sapiens che si piegano per Forza diversa, per diversa aggressività. Eppure qualcosa rimane. Ad esempio, un albero di pesco che cresce a dorso della tangenziale, le ginestre dentro e intorno a centri commerciali mai finiti, la lingua e le usanze dei Ch'in e poi degli Han tramandate dagli unni fino a Roma, fino all'Occidente.
Così questi fiori, queste usanze, questi linguaggi che ho conosciuto grazie a voi, sempre vivranno. Senza bisogno di riunioni di redazione. E non so se è troppo cinico. Ma già questo, a fronte di tutto, è, è stato e sarà un miracolo.
A questo Miracolo io mi fermo, a fronte delle mille considerazioni da poter affrontare sulla querelle manifesto. Mi fermo e vi guardo negli occhi. E ringrazio.
* esponente del rock italiano d'autore, prima con gli Scisma e poi da solo. Il suo recente album «Hermann» è stato secondo classificato al Premio Tenco 2011
In quegli anni, una nuova stirpe di pastori euroasiatici aggressivi e sanguinari fece la sua comparsa, gli Unni
(hsiung-nu). Per cercare di arginarli, le dinastie Ch'in ed Han, anche tra di loro in conflitto, costruirono la Grande Muraglia, un'opera gigantesca e a conti fatti inutile.
Ecco.. a quale parte in causa vi sentite più vicini, voi?
Sì, dico ad ognuno di voi. Lettori, fruitori, giornalisti, precari, uomo di intelletto , di fede o di misticismo ateo, amici della digos o semplicemente esseri umani.. Insomma, a chi tenere? Ai controllori, ai rivoluzionari, agli invasori, a chi non vuole rischiare, a chi brucia il suo piccolo passato remoto, a chi fa della propria storia un pantheon, a chi aggredisce, a chi difende?
Cosa si aggredisce, cosa si difende, chi controlla chi, chi dona e chi toglie? Questo per dire che a mio parere, non c'è posizione, tra quelle tracciate, che a lungo termine non sia fallibile. Quella del Controllore, quella del Donatore, quella del Fruitore...
Tutto può essere bellissimo e terribile, così come lo è ciò che sta capitando al manifesto...
Ci sono e saranno storie di uomini e donne impegnati per anni a fondo, che sono o saranno trattati come effetto collaterale di questa sciocca insenatura temporale, socio-economica, dimenticati e costretti a fare di se stessi simbolo.
I Neanderthaliani più saggi dei Sapiens che si piegano per Forza diversa, per diversa aggressività. Eppure qualcosa rimane. Ad esempio, un albero di pesco che cresce a dorso della tangenziale, le ginestre dentro e intorno a centri commerciali mai finiti, la lingua e le usanze dei Ch'in e poi degli Han tramandate dagli unni fino a Roma, fino all'Occidente.
Così questi fiori, queste usanze, questi linguaggi che ho conosciuto grazie a voi, sempre vivranno. Senza bisogno di riunioni di redazione. E non so se è troppo cinico. Ma già questo, a fronte di tutto, è, è stato e sarà un miracolo.
A questo Miracolo io mi fermo, a fronte delle mille considerazioni da poter affrontare sulla querelle manifesto. Mi fermo e vi guardo negli occhi. E ringrazio.
* esponente del rock italiano d'autore, prima con gli Scisma e poi da solo. Il suo recente album «Hermann» è stato secondo classificato al Premio Tenco 2011






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