mercoledì 18 settembre 2013
Battere la politica degenerata
 
Tariq Ali
Il disprezzo più completo per le norme e le responsabilità democratiche mostrato dall'Unione europea e dalle sue istituzioni sta filtrando nella politica dei singoli stati membri. L'Italia e la Grecia sono governate da banchieri che rendono conto ai vertici dell'Unione. Spagna, Portogallo e Irlanda sono gravemente infettati dall'euro-malattia.
La politica degli establishment si è concentrata sull'economia e poco più. Per giunta del tipo più ripugnante: capitali fittizi, vampiri che succhiano il sangue dei semplici cittadini per sopravvivere. Di fronte a questo, un centro estremo occupa il governo di gran parte dei paesi dell'Unione europea: guerre all'estero, austerity in casa. Le differenze, nell'ambito della politica ufficiale, sono virtualmente scomparse.
I giornali e i quotidiani che offrono un'alternativa sono rarissimi. Il manifesto ha sfidato le ortodossie fin da quando è stato fondato, 41 anni fa. I suoi redattori hanno scritto da ogni parte d'Italia e da molti luoghi del mondo per dare ai loro lettori qualcosa di diverso dal trito e banale menu offerto dal mainstream. Che il manifesto sia privato del sostegno statale dal governo di Mario Monti (mettendo in pratica una delle ultime direttive di quello Berlusconi) è grottesco e vergognoso. Ed è anche un boomerang, perché se le voci del dissenso saranno eliminate quale sarà la differenza tra la dittatura del capitale e la Russia di Breznev?
Quando Lucio Magri si è tolto la vita, qualche mese fa, la cultura politica italiana ne ha ricevuto uno shock. Sono state versate lacrime di coccodrillo, e i media hanno di colpo scoperto di aver perso qualcosa di buono e di onesto. 
È stato un sussulto di breve durata. Ma Lucio era un individuo, uno dei molti che ha aiutato a creare il manifesto. 
Se questo dovesse crollare, la rapida degenerazione della cultura politica in Italia ne verrebbe accelerata. I giornali vanno preservati e tenuti attivi, in attesa del momento di spazzare via l'ignominia di questi tempi. 
Tutti i miei colleghi della «New Left Review» e di «Verso» si uniscono a me nel promuovere l'appello a sottoscrivere e abbonarsi al manifesto, perché resti vivo e a galla.
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
condividi  
 |  invia per email |  stampa
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
    in edicola
sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

  In edicola
da martedì 17 settembre
 
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale
 
      IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it