
Non lascio e raddoppio
Tonino Perna 15.03.2012
Come diversi lettori affezionati a questo giornale, anch'io ho deciso di sostenerlo comprandone due copie quotidianamente.
Il mio giornalaio di riferimento i primi giorni è rimasto un po' stupito alla mia richiesta «per favore me ne dia un'altra copia», poi ha imparato e me le mette da parte, ma la scorsa settimana non ha resistito a domandarmi «perché ne compra due copie ?». Con un attimo di imbarazzo gli ho risposto «perché lo voglio regalare a chi non lo conosce o ha smesso di leggerlo». La risposta, un po' burocratica, non mi ha soddisfatto. Scavando dentro me stesso ho trovato che il vero motivo che mi ha spinto a scegliere, fra le tante proposte di sostegno, questa forma è legato sia al piacere del "dono", sia ad un calcolo razionale. Fermo restando che chi ha fatto un abbonamento on-line o cartaceo ha fatto benissimo. Così come la risposta al coinvolgente appello di Valentino Parlato "1000per1000" è andata al di là delle più rosee previsioni in un momento di crisi economica pesante.
Resta il fatto che questi atti di generosità e sostegno al manifesto sono importanti, ma insufficienti. In prospettiva, per il rilancio del quotidiano, serve un numero maggiore di lettori che quotidianamente lo comprino. E' questo un obiettivo imprescindibile per evitare di ricorrere continuamente a campagne di sostegno in condizioni di emergenza. In breve: con i contributi una tantum si influisce sui flussi di cassa, mentre il numero di lettori abituali costituisce lo stock, il patrimonio reale del giornale. Ma, non solo.
Se anche si trovasse per incanto un generoso finanziatore disinteressato che senso ha lo sforzo di tanti valenti giornalisti e collaboratori se questo giornale non viene letto da tanti, se non fa opinione? Perché questo è il fine ultimo: fare diventare il manifesto un giornale popolare mantenendo la sua qualità ed il progetto politico di strumento per una alternativa di sinistra al pensiero unico oggi incarnato dal prof.. Monti e domani... dai suoi seguaci.
È un obiettivo di medio periodo a cui si può arrivare solo attraverso l'impegno di quanti credono che un'alternativa di sinistra a questo modello sociale iniquo e fallito sia assolutamente necessaria. Per questo penso che un primo passo sia quello di darsi come obiettivo il "2per2", ovvero di 2000 lettori che si impegnino per un periodo da definire, ma non inferiore a sei mesi, ad acquistare due copie del manifesto ogni giorno e di regalarne una. E a verificare la reazione della persona a cui viene di volta in volta regalato: se piace, se lo trova interessante, se è disposto a sua volta a comprarlo. Uno spazio settimanale potrebbe dar conto dell' evoluzione di questa campagna che deve accompagnare la difficile fase di transizione del nostro quotidiano. Inoltre, ognuno dei "donatori di manifesto" può funzionare da antenna per cogliere umori e suggerimenti delle persone a cui viene di volta in volta regalato.
In fondo, se mi è permesso il paragone, le oltre 200 imprese recuperate in Argentina sono sopravvissute al fallimento grazie ad una rete sociale di sostegno che ha permesso di riaprire aziende destinate, per il mercato capitalistico, al fallimento. Dopo dieci anni, come si dimostra nel saggio di F. Viglarolo («Imprese Recuperate: l'Argentina dal crack finanziario al socializzazione dell'economia») sono ancora in vita e crescono insieme alle forze sociali che le hanno sostenute.
P.S. L'idea del "2per2" mi è venuta guardando alla Tv un cartoon con mio nipote Spartacus. Lui adora Benten, il ragazzo dall'orologio magico che si trasforma in supereroe per lottare contro i «brutti», come li chiama lui, io direi «i poteri forti». Benten prima di trasformarsi in un supereroe lancia un urlo «Due per Due», così l'energia del cosmo si concentra su di lui e lo conduce alla vittoria....
Il mio giornalaio di riferimento i primi giorni è rimasto un po' stupito alla mia richiesta «per favore me ne dia un'altra copia», poi ha imparato e me le mette da parte, ma la scorsa settimana non ha resistito a domandarmi «perché ne compra due copie ?». Con un attimo di imbarazzo gli ho risposto «perché lo voglio regalare a chi non lo conosce o ha smesso di leggerlo». La risposta, un po' burocratica, non mi ha soddisfatto. Scavando dentro me stesso ho trovato che il vero motivo che mi ha spinto a scegliere, fra le tante proposte di sostegno, questa forma è legato sia al piacere del "dono", sia ad un calcolo razionale. Fermo restando che chi ha fatto un abbonamento on-line o cartaceo ha fatto benissimo. Così come la risposta al coinvolgente appello di Valentino Parlato "1000per1000" è andata al di là delle più rosee previsioni in un momento di crisi economica pesante.
Resta il fatto che questi atti di generosità e sostegno al manifesto sono importanti, ma insufficienti. In prospettiva, per il rilancio del quotidiano, serve un numero maggiore di lettori che quotidianamente lo comprino. E' questo un obiettivo imprescindibile per evitare di ricorrere continuamente a campagne di sostegno in condizioni di emergenza. In breve: con i contributi una tantum si influisce sui flussi di cassa, mentre il numero di lettori abituali costituisce lo stock, il patrimonio reale del giornale. Ma, non solo.
Se anche si trovasse per incanto un generoso finanziatore disinteressato che senso ha lo sforzo di tanti valenti giornalisti e collaboratori se questo giornale non viene letto da tanti, se non fa opinione? Perché questo è il fine ultimo: fare diventare il manifesto un giornale popolare mantenendo la sua qualità ed il progetto politico di strumento per una alternativa di sinistra al pensiero unico oggi incarnato dal prof.. Monti e domani... dai suoi seguaci.
È un obiettivo di medio periodo a cui si può arrivare solo attraverso l'impegno di quanti credono che un'alternativa di sinistra a questo modello sociale iniquo e fallito sia assolutamente necessaria. Per questo penso che un primo passo sia quello di darsi come obiettivo il "2per2", ovvero di 2000 lettori che si impegnino per un periodo da definire, ma non inferiore a sei mesi, ad acquistare due copie del manifesto ogni giorno e di regalarne una. E a verificare la reazione della persona a cui viene di volta in volta regalato: se piace, se lo trova interessante, se è disposto a sua volta a comprarlo. Uno spazio settimanale potrebbe dar conto dell' evoluzione di questa campagna che deve accompagnare la difficile fase di transizione del nostro quotidiano. Inoltre, ognuno dei "donatori di manifesto" può funzionare da antenna per cogliere umori e suggerimenti delle persone a cui viene di volta in volta regalato.
In fondo, se mi è permesso il paragone, le oltre 200 imprese recuperate in Argentina sono sopravvissute al fallimento grazie ad una rete sociale di sostegno che ha permesso di riaprire aziende destinate, per il mercato capitalistico, al fallimento. Dopo dieci anni, come si dimostra nel saggio di F. Viglarolo («Imprese Recuperate: l'Argentina dal crack finanziario al socializzazione dell'economia») sono ancora in vita e crescono insieme alle forze sociali che le hanno sostenute.
P.S. L'idea del "2per2" mi è venuta guardando alla Tv un cartoon con mio nipote Spartacus. Lui adora Benten, il ragazzo dall'orologio magico che si trasforma in supereroe per lottare contro i «brutti», come li chiama lui, io direi «i poteri forti». Benten prima di trasformarsi in un supereroe lancia un urlo «Due per Due», così l'energia del cosmo si concentra su di lui e lo conduce alla vittoria....






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