mercoledì 18 settembre 2013
Imperfetti ma necessari
Valerio Evangelisti
Tutto toglietemi ma non il manifesto ! Cos'altro mi resterebbe da leggere, a parte la produzione cartacea di una «sinistra» che oscilla confusamente tra populismo e resa all'ideologia del nemico? «Quale nemico?» mi si chiederà? Il solo porre la domanda è una provocazione. Basta affacciarsi alla finestra e osservare la società per vederlo. Il dominio è dei potenti, anzi, dei prepotenti. Chi oggi governa in Italia e in Europa ha per bersaglio privilegiato le classi subalterne - espressione comprensiva sia dei lavoratori propriamente detti, sia di chi il lavoro l'ha perso o non riesce a trovarlo. Il governo Monti non è l'antitesi di quello di Berlusconi. Ne è la faccia seria e cattiva, persino più a destra. Non è un caso se Monti stesso elogia chi lo ha preceduto, loda le presunte riforme di Marchionne e Gelmini - due calamità poco naturali. Il suo fine è schiacciare la classe operaia, scompaginarla, indebolire le sue organizzazioni fino a disperderle. Ciò era chiaro ben prima del suo incarico. Convinto monetarista, parlava già una ventina di anni fa senza reticenze. Chi lo conosce lo odia. Quanto all'Europa, è un povero involucro senza forma. Ora vi soffiano dentro, per farlo gonfiare, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. Altri signori del nulla, dalle ideologie ripugnanti. Complici dell'abolizione della democrazia nel continente, della rovina di interi paesi, del vampirismo sui disperati quale regola etica e di governo. Non a caso Monti si trova a suo agio con costoro. Appartengono alla stessa famiglia. La famiglia Addams. Sul manifesto avrei molto da ridire. Troppe volte l'ho trovato blando, fiacco, incapace di schierarsi. Tuttavia un merito glielo riconosco, e non è da poco. Sin dalle origini ha avuto per riferimento una classe, e una sola. Poteva oscillare tra posizioni contraddittorie, proporre alleanze fra sinistra estrema e centrosinistra di cui non riesco a scorgere le basi. Non importa. Il manifesto è stato dalla nascita a lato delle classi subordinate. Sostiene la pace, combatte l'imperialismo. Tanto mi basta. Dunque, se Liberazione pare morta (mai visto un partito con una tale vocazione al suicidio), che il manifesto viva. Sconterò il torto di comperarlo ogni giorno. Poiché manca una cronaca locale, non saprò se nella mia città è previsto uno sciopero degli autobus. Mi imbatterò in pagine di difficile lettura, in proposte politiche che non riesco a condividere. Ma cosa mi importa? Chiudere il manifesto sarebbe fare un grosso favore al governo Monti. Invece, a quella gentaglia non va dato né un uomo, né un soldo. (Ricchi premi a chi scopre l'origine della citazione)
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