
Una scelta gravissima
evitare la chiusura
Roberto Natale*
Si sta scherzando col fuoco. L'annuncio arrivato al manifesto non può essere ridotto a mero adempimento burocratico. Se le parole hanno un senso, si pensa di porre fine a una preziosa e insostituibile esperienza editoriale. Questo non è accettabile, anche alla luce degli impegni che i liquidatori stessi avevano assunto le scorse settimane per garantire le pubblicazioni almeno fino al prossimo mese di settembre. È inoltre paradossale che questo comunicazione arrivi nel giorno in ci si avvia l'iter di un decreto legge e di un ddl che dicono di voler mantenere il sostegno pubblico alle esperienze editoriali vere, quelle che non hanno mai fatto ricorso a truffe e sotterfugi. Lo devono capire anche i liquidatori, che hanno pochi giorni per far intendere che quello di oggi è stato è stato solo un preoccupante equivoco. * Presidente Fnsi
Mario Salani*
Mi auguro che si possano trovare ancora margini e condizioni per una soluzione che permetta al manifesto di continuare le pubblicazioni valorizzando l'impegno di questi mesi di giornalisti e lettori. Soprattutto in un momento in cui l'approvazione del decreto Peluffo riapre il confronto per trovare le risorse necessarie per la sopravvivenza di una parte rilevante dell'editoria italiana.
* Presidente Mediacoop
Pancho Pardi*
Il manifesto non deve chiudere. Faccio appello alla società civile e al Parlamento perché non accada. C'è la possibilità di tagliare, con la riforma della legge sull'editoria, decine di testate che di fatto non esistono e non vendono neanche una copia in edicola, mentre per quelle che hanno una storia e un seguito, in crisi per il solo fatto di non avere grandi gruppi editoriali alle spalle, va fatto l'impossibile. Mi impegnerò personalmente in Senato per trovare una soluzione prima che i liquidatori possano decretarne la chiusura definitiva. *Senatore Idv
Paolo Ferrero*
La possibile chiusura del manifesto rappresenta una gravissima e ulteriore ferita alla libertà di stampa in questo paese. I tagli del governo stanno portando alla chiusura le diverse testate della sinistra: prima Liberazione e adesso il manifesto. Proponiamo ai compagni e alle compagne del manifesto di costruire insieme tutte le iniziative di mobilitazione possibili per ottenere finanziamenti adeguati a garantire la libertà di stampa e la riapertura delle nostre testate.
*Segretario del Prc
Si sta scherzando col fuoco. L'annuncio arrivato al manifesto non può essere ridotto a mero adempimento burocratico. Se le parole hanno un senso, si pensa di porre fine a una preziosa e insostituibile esperienza editoriale. Questo non è accettabile, anche alla luce degli impegni che i liquidatori stessi avevano assunto le scorse settimane per garantire le pubblicazioni almeno fino al prossimo mese di settembre. È inoltre paradossale che questo comunicazione arrivi nel giorno in ci si avvia l'iter di un decreto legge e di un ddl che dicono di voler mantenere il sostegno pubblico alle esperienze editoriali vere, quelle che non hanno mai fatto ricorso a truffe e sotterfugi. Lo devono capire anche i liquidatori, che hanno pochi giorni per far intendere che quello di oggi è stato è stato solo un preoccupante equivoco. * Presidente Fnsi
Mario Salani*
Mi auguro che si possano trovare ancora margini e condizioni per una soluzione che permetta al manifesto di continuare le pubblicazioni valorizzando l'impegno di questi mesi di giornalisti e lettori. Soprattutto in un momento in cui l'approvazione del decreto Peluffo riapre il confronto per trovare le risorse necessarie per la sopravvivenza di una parte rilevante dell'editoria italiana.
* Presidente Mediacoop
Pancho Pardi*
Il manifesto non deve chiudere. Faccio appello alla società civile e al Parlamento perché non accada. C'è la possibilità di tagliare, con la riforma della legge sull'editoria, decine di testate che di fatto non esistono e non vendono neanche una copia in edicola, mentre per quelle che hanno una storia e un seguito, in crisi per il solo fatto di non avere grandi gruppi editoriali alle spalle, va fatto l'impossibile. Mi impegnerò personalmente in Senato per trovare una soluzione prima che i liquidatori possano decretarne la chiusura definitiva. *Senatore Idv
Paolo Ferrero*
La possibile chiusura del manifesto rappresenta una gravissima e ulteriore ferita alla libertà di stampa in questo paese. I tagli del governo stanno portando alla chiusura le diverse testate della sinistra: prima Liberazione e adesso il manifesto. Proponiamo ai compagni e alle compagne del manifesto di costruire insieme tutte le iniziative di mobilitazione possibili per ottenere finanziamenti adeguati a garantire la libertà di stampa e la riapertura delle nostre testate.
*Segretario del Prc





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