mercoledì 18 settembre 2013
7 luglio 2012
Assemblea dei circoli
a Bologna
sergio caserta*
Sabato 7 luglio, all'ombra degli alberi nel giardino del centro Giorgio Costa, si è svolta - nell'ambito della Manifesta promossa dal Circolo di Bologna - l'assemblea «per il futuro del manifesto». Hanno partecipato i rappresentanti di una parte dei circoli che, nella prima assemblea del 25 febbraio, si sono costituiti in rete in tutt'Italia. Alcuni circoli impegnati in altre iniziative a Salerno, Avellino e in Versilia, non hanno fatto mancare il loro contributo con documenti e lettere. C'erano le compagne ed i compagni di Modena, Ravenna, Rimini, Cesena, Forlì, anche della Sardegna, di Padova, Vicenza, Udine e Roma, una cinquantina di persone oltre ai rappresentanti della redazione: Valentino Parlato, Loris Campetti, Angela Pascucci, Benedetto Vecchi, Eleonora Martini, Carlo Lania, Tiziana Ferri, Patrizia Cortellessa e Angelo Mastrandrea in collegamento telefonico da Roma.
La discussione, molto articolata, è stata più chiara e incisiva che in altre occasioni, entrando nel merito dei problemi aperti e nell'esame dei possibili scenari futuri del giornale. Mastrandrea ha riepilogato il risultato della faticosa trattativa con il governo e i liquidatori, che ha portato alla cassa integrazione a rotazione per la metà dei lavoratori per un periodo di sei mesi, replicabile fino al marzo 2013. Mastrandrea è anche entrato nel dettaglio delle modalità organizzative della gestione della Cigs e ha illustrato le ipotesi di soluzione economica, dal riacquisto all'affitto della testata.
Guido Ambrosino, corrispondente da Berlino, ha presentato l'idea di costruire una società di lettori, proprietaria del giornale, sul modello della berlinese Tageszeitung (Taz) che raccoglie oltre dodicimila soci e partecipa attivamente alla vita del giornale, nel pieno rispetto dell'autonomia della redazione: un modello vincente e che continua a crescere. Ambrosino ha ricordato che la Taz, all'atto della sua nascita, prese ispirazione proprio dalla prima esperienza di società di partecipazione dei lettori che si chiamava Manifesto anni '80.
Quest'idea di una società dei lettori comproprietaria del giornale, ha avuto il riscontro favorevole di tutti i rappresentanti dei circoli: gli interventi che si sono succeduti hanno posto l'accento sulla necessità che si esca dalla crisi con un progetto che veda il pieno coinvolgimento dei circoli stessi, che devono essere messi a parte, con chiarezza e senza reticenze, della effettiva situazione economica e di quanto avviene all'interno del giornale. E che devono contribuire alla formazione della volontà politica del giornale.
L'opinione comune dei circoli - espressa negli interventi, tra gli altri, di Marco Ligas, Giuliana Beltrame, Enrico Stagni, Mauro Chiodarelli, Giacinto Cimino, Claudio Magliulo, Roberto Verdi, MirKa, Silvia Lolli, Vincenzo Scalia di Antigone, Ivano Di Cerbo - è che non si possa continuare a tenere separata la gestione del giornale dalla realizzazione di un piano per il suo rilancio: quest'obiettivo richiede il più ampio coinvolgimento del mondo dei lettori, com'è nella storia e nella natura del manifesto.
Dal lato della redazione, Benedetto Vecchi del Cdr ha ha sostenuto la necessità di fare i conti con una realtà diversa rispetto alle origini e di immaginare e discutere collettivamente su un giornale che faccia i conti con un mutato panorama politico, economico e sociale che mette rende impossibile un ruolo del giornale come momento di raccordo e di messa in comunicazione, anche conflittuale, tra una sinistra politica data e dei movimenti sociali dati. Pur nel riconoscimento di chi ha contribuito al suo successo, Vecchi ha ribadito la centralità del ruolo di chi nel giornale lavora oggi, senza negare la possibilità, con modalità tutte da verificare, della realizzazione di una proprietà collettiva che però non vede come risposta attuale e risolutiva della crisi politica editoriale del manifesto.
 
Valentino Parlato ha proposto con forza la necessità che si apra una discussione pubblica su una pagina del giornale dedicata al nostro futuro, con la partecipazione di tutte le componenti: collettivo, ex dipendenti e soprattutto i circoli, ai quali ha chiesto un apporto più coraggioso di critiche e di proposte. Giusi Marcante ha sottolineato che la responsabilità del destino del giornale è esclusivamente di chi ci lavora e che i circoli possono svolgere un'utile funzione di sostegno esterno. Loris Campetti ha ripreso la proposta di costruire un progetto collettivo che consenta la riorganizzazione in una nuova società cooperativa, che sia compatibile con le norme, per garantire la continuità del finanziamento pubblico, non rinunciando a coinvolgere nella proprietà, nei modi che saranno consentiti, forma associativa o fondazione, il mondo dei lettori e dei circoli che rappresentano una delle novità più interessanti della storia del giornale. Di diverso avviso Carlo Lania del Cdr, che ha riconosciuto (e sollecitato) ai circoli un importante contributo informazione dal territorio, escludendo la possibilità di una loro partecipazione alla proprietà, in particolare della testata, che ritiene debba appartenere esclusivamente a chi ci lavora.
 
L'assemblea ha concluso i suoi lavori assumendo l'impegno a riconvocarsi il 13 agosto alla Manifesta della Versilia, e di aprire da subito, come proposto da Parlato, la discussione sul futuro del giornale in una pagina dedicata.
Ci sembra che il senso politico di questa discussione, al di là delle diverse opzioni in campo, stia nel riconoscimento della necessità di un piano di rilancio politico-editoriale del giornale, in un contesto inedito che impone un ripensamento.

Pensiamo che la forma concreta dell'assetto societario e della proprietà della testata debba essere cercata e costruita in un dibattito aperto e partecipato, coniugando l'autonomia professionale del collettivo dei lavoratori del giornale con la dimensione più ampia del collettivo dei lettori e dei sostenitori. Il tempo disponibile per l'azione è breve, la discussione è aperta.
Nonostante il caldo e la fatica, siamo confortati dal buon esito politico, di partecipazione e anche economico della Manifesta: senza dubbio un buon segnale. Sul sito a breve i resoconti filmati.

* Circolo del manifesto di Bologna
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