
Per il dissenso
Luis Bacalov - 18 febbraio 2012
Da quando nel 1956 l'Urss invase l'Ungheria molti comunisti e compagni di strada (tra cui il sottoscritto) cominciarono un percorso di dissenso politico critico e autocritico nei confronti di quella decisione, vista e sentita come un violento atto imperialista. Alcuni anni dopo, la nascita del manifesto, con la netta condanna dell'invasione della Cecoslovacchia aprì finalmente nella sinistra un luogo dove l'indipendenza dai partiti ha permesso una linea editoriale libera e critica che contribuì in maniera notevole a ripensare le scelte ideologiche e le azioni della galassia progressista in Italia e nel mondo. Appoggiare oggi il manifesto è un atto dovuto se non si vuole far tacere la sua voce, con una grave perdita per la democrazia in Italia.





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