mercoledì 18 settembre 2013
"Come un museo o un teatro"
Michelangelo Pistoletto - 22 febbraio 2012
 
Potremmo considerare il manifesto come una istituzione culturale non-profit che non disponendo della rendita di un proprio capitale necessita di un sostegno pubblico pari a quello di un museo o un teatro. Penso che il manifesto possa essere legittimamente considerato un organismo di livello culturale come appunto lo sono istituzioni pubblicamente riconosciute e sostenute. 
È necessaria l'esistenza di strumenti a supporto cartaceo così come esistono i muri delle biblioteche, delle sale da concerto, delle palestre anche se si leggono i libri su e-book, se si scarica la musica da Internet e si seguono le gare sportive in televisione. Il manifesto è cresciuto attraverso un'alta qualità estetica insieme all'incisività del linguaggio giornalistico, congiungendo perciò la sensibilità espressiva al reportage della cronaca, per me c'è arte in tutto ciò. 
Il presente, come lo vediamo nello specchio, è connotato da un rapido passare e mutare delle immagini. Così è il quotidiano, specchio della vita, che però non soltanto registra velocemente gli avvenimenti nel loro susseguirsi, ma esprime l'incidenza dei fatti nella vita comune divenendo sia memoria che progetto. La memoria si deve integrare nella dinamica del divenire come coscienza fondativa. 
I sistemi informatici a cui affidiamo oggi il messaggio quotidiano hanno la stessa capacità di conservare la memoria ? Credo che la carta stampata offra, di per sé, una garanzia di durata. Indubbiamente la rete assicura una vasta connessione interpersonale e la molteplicità delle testate garantisce la pluralità democratica. Tuttavia le risorse economiche portano a una selezione dei prodotti editoriali, perciò diviene compito di un quotidiano come il manifesto mantenere la propria efficacia comunicativa ampliando contemporaneamente il campo degli interessi e accogliendo in sé una sempre più nutrita gamma di voci. Bisogna sostenere il manifesto come bene comune e ricchezza individuale.
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