Tav, un'opera inutile
Le mille ragioni
dei "no Tav"
Ci sono stati convegni e campeggi, libri e manifestazioni, osservatori e tavoli di trattativa. La dura lotta della Val di Susa contro la linea ferroviaria ad Alta velocità dura da più di venti anni, ormai. Da quando i cittadini sono venuti a conoscenza del mega-progetto. Da quando i primi "pionieri" della protesta hanno cominciato a immaginare la montagna sventrata, a capire quali sarebbero state le conseguenze, mentre nel Mugello la costruzione della Tav uccideva falde acquifere, spargeva inquinamento (tutte responsabilità che dopo, ma solo dopo, sono state riconosciute in un'aula di tribunale). Il manifesto è stato in sintonia sin dal primo momento con il movimento contrario alla Tav. Lo abbiamo raccontato anche quando era sconosciuto, e anche quando - durante il governo di centrosinistra - era scomodo.
Conosciamo i numeri, le ragioni e le passioni di un movimento che ha saputo prevedere con larghissimo anticipo l'illusione di uno sviluppo magalomane, che non considera le reali esigenze dei territori e delle persone e che consuma ambiente e salute.
Ve lo raccontiamo mettendo insieme gli articoli più significativi usciti sul manifesto in questi anni. Una sintesi ovviamente non esaustiva, ma un'utile bussola per capire che cosa sta succedendo. E perché la Tav è un'opera inutile.





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