mercoledì 18 settembre 2013
Valerio Verbano.
Si attende giustizia.
Valerio Verbano aveva 19 anni quando un commando di tre fascisti si presentò a casa sua. Era il 22 febbraio 1980. Sequestrarono la madre e il padre per un'ora. Poi quando lui tornò da scuola lo uccisero con un colpo alla schiena. Valerio era un compagno vicino all'autonomia, un militante di sinistra che aveva cominciato una vasta opera di controinformazione sull'area fascista romana. E forse proprio per quello è stato ammazzato. Da allora le indagini sull'uccisione di Valerio non hanno mai portato a nulla. Sembra che non si riesca a capire chi fosse almeno uno dei componenti di un omicidio scandaloso persino per l'epoca. Eppure a Roma la figura di Valerio.
 
Il 5 giugno 2012 è morta Carla Verbano, la madre di Valerio. La sua è stata una lunga ricerca per la verità: ha provato in tutti modi a capire chi avesse ucciso Valerio. Non si accontentava di sapere che erano stati fascisti. Voleva verità e giustizia. Anche per questo, nonostante avesse più di 80 anni, era diventata un'internauta molto attiva: attraverso il suo profilo Facebook sperava di entrare in contatto con qualcuno che sapesse qualcosa di più sul barbaro omicidio del figlio.
 
Purtroppo la verità non è ancora venuta a galla, nonostante la Procura di Roma abbia riaperto le indagini due anni fa. In questi 32 anni, però, si è mossa una rete vasta e coesa, che ha costruito relazioni, intessuto memorie, riannodato fatti e circostanze. La figura di Valerio Verbano è un riferimento molto forte per la sinistra romana. A cui Carla ha passato il testimone per sapere chi ha ucciso Valerio. 
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