domenica 17 febbraio 2013
Una bomba
che non fa male
DI MILITANT A
 
 
 
Chi c'era lo sa nel cuore e negli occhi come è andata. Per gli altri dico che è stata una bomba. Piazza Sempione è esplosa sabato sera al concerto per Valerio Verbano, tutta piena, la scalinata della chiesa ricoperta di persone, possiamo lasciarci andare e dire che eravamo in diecimila. Una comunità di ragazzi mischiati a tutte le realtà in lotta, i centri sociali, le case occupate, gli studenti, i precari, gli amanti della musica. Davvero emozionante, organizzato bene, belli i ritmi e i messaggi, (un cenno particolare agli Entropia Venefica bravissimi rapper di 16 anni). Sembrava un appuntamento tipo il primo maggio a san Giovanni ma con contenuti radicali e veri. Il concerto si è chiuso con tutti sul palco e nella piazza a cantare Rigurgito antifascista e Zero tolleranza .
Poi deflusso tranquillo, nessun problema nelle strade limitrofe, una dimostrazione di vitalità e forza. Riporto alcuni passi dell'intervento che ha aperto il concerto: «Hanno ammazzato Valerio perché era uno studente di 19 anni che aveva scelto come stare nel suo quartiere e come vivere la sua giovinezza, perché si era messo a capire cos'è che legava polizia deviata ad apparati dei servizi segreti con le cose che succedevano sotto casa sua, perché non si è arreso al fatto che l'eroina ammazzava tanta gente al Tufello, non si è arreso a pensare che i fascisti in mezzo alla strada dovessero mettere paura. Allora noi il più grosso regalo che possiamo dare a Valerio è dire che paura non abbiamo neanche oggi».
Si avvicina intanto il primo marzo, giorno dello sciopero dei migranti, «24H senza di noi». Molte le iniziative in preparazione. Gli universitari organizzano a Montecitorio una lezione alla rovescia. Per ribaltare l'idea che dobbiamo noi insegnare qualcosa ai migranti, le lezioni verranno gestite direttamente da loro. E saranno «Lezioni di clandestinità». Per ascoltare narrazioni differenti e scoprire una nuova geografia, quella dei flussi che raggiungono l'Italia. Ci sarà un lavoratore di Rosarno che spiegherà l'economia, un ragazzo afghano che ci racconterà il diritto d'asilo, Igiaba Scego ci leggerà un racconto... e così via. Partecipano anche licei e scuole elementari, tra cui l'Iqbal Masih che porterà l'esperienza di integrazione con le comunità rom del quartiere e la questione del tetto del 30percento. Tutti sono invitati a portare un pezzo di realtà. Domani ci sarà un'assemblea pubblica a Scienze politiche della Sapienza per costruire insieme la «lezione».
* cantante di Assalt Frontali
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