
Una strada per Verbano
di Eleonora Martini
Roma si prepara a intitolare una strada a Dino Frisullo, militante leader delle lotte contro il razzismo e per i diritti degli immigrati e del popolo kurdo, morto il 5 giugno 2003. Lo ha deciso qualche giorno fa Walter Veltroni. Lo stesso era stato fatto poco prima per Valerio Verbano (giovane di sinistra ucciso nel 1980 dai fascisti che lo attendevano in casa), Paolo Seganti (vittima dell'omofobia) e Paolo Di Nella (militante di Azione giovani ucciso nel 1983). La legge prevede che debbano passare almeno 10 anni dalla morte del personaggio a cui si vuole intitolare una strada. Si dovrà perciò ricorrere ad una deroga per il caso di Dino Frisullo, come è stato per Paolo Seganti, torturato e ucciso - perché gay - l'11 luglio 2005 nel parco delle Valli, nella periferia nord-est della capitale. E sarà proprio un viale di questo parco che porterà il nome di Seganti, mentre poco più in là un'altra via ricorderà Valerio Verbano che viveva nel quartiere limitrofo. La scelta della commissione toponomastica è caduta invece (lo scorso 13 ottobre) su una strada di Villa Chigi per ricordare Paolo Di Nella proprio perché il giovane venne ucciso mentre attaccava manifesti che chiedevano l'esproprio della Villa. E per Dino Frisullo quale luogo è più emblematico per ricordare la sua vita? Forse piazza Celimontana, dove con centinaia di kurdi sostenne il diritto di Ocalan ad essere accolto in Italia come rifugiato politico? Ma c'è un luogo che più di tutti porta già il ricordo delle mille grandi battaglie di Dino, e quel luogo si chiama Piazza Vittorio.






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