sabato 16 febbraio 2013
Ciao Vik, restiamo umani
 
In redazione sono arrivate alcune lettere per ricordare Vittorio Arrigoni a un anno dal suo omicidio a Gaza. Ve le proponiamo.
 
 
 
«9 aprile 2011
Ore 19:15 locali.
 
Un drone israeliano, un veivolo comandato a distanza responsabile dell'uccisione di donne e bambini in queste ultime ore nella Striscia ha appena bombardato a Est di Zaitoun, Sud Est di Gaza city, a circa 200 metri dalle abitazioni della famiglia Samouni.
 
Il caso "Samouni" è uno degli attacchi terroristici più efferati della storia d'Israele.
Agli inizi di gennaio, 29 membri della stessa famiglia vennero massacrati senza pietà dall'esercito israeliano.
 
Erano tutti civili. Per lo più donne e bambini.
 
Stay human
 
Vik da Gaza city
 
Ps. Poco fa bombardamenti a Sudania, Nord della Striscia di Gaza: 3 feriti, uno dei quali in fin di vita».
 
Sei giorni dopo aver scritto queste righe, il 15 aprile di un anno fa, Vittorio Arrigoni veniva ucciso a Gaza per mano dei nemici dell’umanità e del popolo palestinese. Sul suo blog, Guerriglia Radio, raccontava la tragedia che sotto i suoi occhi si consumava a Gaza. Un testimone scomodo, che aveva messo la sua vita al servizio della giustizia e della libertà. Un testimone che ogni giorno, dal suo blog e con i suoi articoli su varie testate, narrava quel che accadeva in quella piccola, martoriata striscia di terra: dalla vita quotidiana frantumata e calpestata ai drammi dei bombardamenti.
Vittorio diceva di sé che aveva fatto della sua vita una missione laica e civile. E fino all’ultimo minuto ha mantenuto fede a questo suo impegno. Per questo forse, nella sua unicità, è divenuto un martire, un uomo che rimarrà sempre nel cuore di ogni palestinese.
Con il suo esempio, ci ha lasciato un testamento scritto con il suo sangue e ha chiesto, a tutte e tutti noi che combattiamo per un mondo più giusto e perché sia data ai palestinesi quella dignità che ogni essere umano deve avere, di non tacere e di non chiudere mai gli occhi di fronte alle ingiustizie, ma di dirlo chiaro, di dirlo vero, di dirlo subito, come aveva chiosato in un’intervista.  
Hanno voluto spezzare la sua voce, ma migliaia di voci ora si levano per ricordarlo, per raccontarlo, e queste voci si faranno sempre più forti e urleranno la rabbia, il dolore e l’offesa di questa assurda morte e di tutte le morti in Palestina: saremo un coro assordante in tutto il mondo, da Gaza, dalla Palestina, all’Europa, all’Italia. E prenderemo in mano il testimone della sua lotta e cercheremo, ognuno nel suo piccolo, di portarlo alto, per continuare a raccontare, per essere testimoni, per dire chiaro, vero, subito tutto quel che accade ogni giorno nella terra degli ulivi, nella “terra della Pace”.
Vittorio aveva scelto di lasciare la sua vita da europeo per stare con il popolo palestinese, non solo dalla sua parte, ma parte esso stesso della vita che ogni uomo, ogni agricoltore, ogni pescatore, ogni donna e ogni bambino vive a Gaza. Non gli bastava raccontare, come molti, voleva viverla da testimone oculare quella vita, voleva che i suoi occhi, ogni giorno, ogni minuto, registrassero quel che accadeva e poi che le sue dita sulla tastiera del computer si facessero strumento della sua lotta, concludendo ogni suo scritto con la sua frase simbolo: “Stay Human” - “Restiamo umani”.
La parola come arma invincibile. La parola che fa paura più di una bomba, di un carro armato, di un mitra. La parola che sconfigge quella coltre di silenzio che da decenni si vuole costruire intorno al dramma del popolo palestinese. La parola che da sempre spezza la violenza e il sopruso e che viene temuta dai potenti.
Spezzare il silenzio e l’indifferenza. Questo noi oggi dobbiamo fare. E continuare a farlo ogni giorno, ognuno nel suo piccolo: creiamo una rete di migliaia di voci, che siano voci che in ogni lingua, in ogni angolo della terra, dalla Palestina agli altri paesi, si mettano ora a narrare, a raccontare, a urlare, a spiegare. Senza sosta. Migliaia di voci non possono essere spezzate. E scriviamo quindi la nostra rabbia. Perché qui e ora, Vittorio, vogliamo ricordarti con le parole e dirti che abbiamo capito dal tuo esempio cosa fare: raccontare. Saremo una spada di parole. E non potranno, stavolta, fermarci. Inonderemo il mondo con le nostre parole, perché mai nessuno possa dire: io non sapevo. Questo ci chiedevi. E noi questo faremo. Grazie Vittorio! Sei vivo, sei eterno nei nostri cuori e nelle nostre lotte per una Palestina libera, laica e democratica.
Stay Human
 
 
 
Yousef Salman
Federica Pitoni
Mezzaluna Rossa Palestinese-Italia
 
 
Ciao Vik,
domani sarà trascorso un anno dalla tua scomparsa, causata da un omicidio efferato, ancora tutto da chiarire, in un paese dove nulla è ancora chiaro.
Vorrei tanto raccontarti che qualcosa è migliorato.
Vorrei tanto raccontarti che la pace ha fatto qualche passo avanti.
Vorrei tanto raccontarti che in Palestina è stata riconosciuto come stato.
Vorrei tanto raccontarti che il mondo non assiste più impotente all’arroganza israeliana.
Vorrei tanto raccontarti che il popolo per il quale tu hai sacrificato la tua vita non è più oggetto di persecuzione.
Vorrei tanto raccontarti che lo stato italiano ti ha ricordato per quello che hai rappresentato.
Purtroppo non posso raccontarti nulla, perché non è cambiato nulla.
Spero che lo stato italiano domani si ricordi di uno dei suoi figli che meglio ha rappresentato la vera generosità degli italiani, non quella che si manifesta con le visite inutili di pseudo pacifisti o di statisti, peraltro quasi sempre unilaterali, ma quella che tanti praticano in silenzio, senza proclami e spettacoli mediatici.
Comunque devi sapere che resta la gratitudine di tanti che, come me, ti ammiravano e ti sostenevano.
Grazie per averci lasciato RESTIAMO UMANI, un libro che resterà sempre nella mia libreria.
Ti voglio bene VIK
Ciro Vecchiarini
 
Vittorio Arrigoni, VIK per gli amici, terminava ogni suo articolo di giornale con le parole “Restiamo Umani” o nella forma inglese “Stay Human”. Vittorio era un giornalista, Vostro collega, portatore di Pace. Cadendo in questi giorni l’anniversario della sua tragica uccisione, gentilmente Vi chiedo di essere i portavoce del suo motto “Restiamo Umani” dando risalto alla Sua figura. Solo così si potrà compensare la Sua mancanza e quella di una giustizia che tarda ad arrivare! Grazie.
Loris Caldana
 
E' passato già un anno, ma le ragioni che hanno portato Vittorio a scegliere di vivere nella striscia di Gaza, raccontare i crimini dello stato del terrore israeliano permangono tutte. Solo pochi giorni fa, durante le manifestazioni della marcia globale per Gerusalemme, un manifestante è stato assassinato: continuano ancora le incursioni aerei ed i bombardamenti su Gaza e su Khan Younis. Il coordinamento di solidarietà con il popolo palestinese di Palermo organizza per domenica 15 aprile, una giornata di iniziative per Vittorio Arrigoni e per il popolo palestinese: intendiamo ricordare tutto ciò per cui combatteva Vittorio e denunciare i crimini dello stato d'Israele, del terrore e dei silenzi complici della politica e della stampa internazionale. Per cui ci ritroveremo in un presidio in Piazza Giuseppe Verdi (Teatro Massimo) dalle 18.00 Alla fine del presidio ci vediamo per l'inaugurazione del Giardino sito in via Barbieri (all'Albergheria - accanto alla fabbrica dei cannoli Rosciglione), che sarà dedicato a Vittorio e alla resistenza del Popolo Palestinese: saranno proiettati diversi video di Vik dall'assedio di Gaza, inoltre cena palestinese e dj set. RESTIAMO UMANI
Coordinamento di solidarietà con il popolo palestinese - Palermo
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