i film della settimana
ALIAS n. 05 del 04/04/2012
ULTRAVISTI da FILIPPO BRUNAMONTI,
ANTONELLO CATACCHIO, MARIA
CIOTTA, GIULIA D'AGNOLO
VALLAN, MARCO GIUSTI, CRISTINA
PICCINO, ROBERTO SILVESTRI,
SILVANA SILVESTRI
LE IDI DI MARZO
di GEORGE CLOONEY; con RYAN GOSLING, PAUL GIAMATTI. USA 2011.
Incursione di profondità
nell'immaginario americano di
un cineasta che ha stile, George
Clooney (qui scrive, dirige e interpreta):
è Mike Morris, governatore
democratico candidato alle presidenziali,
l'«uomo nuovo», pacifista, fautore dello
stato sociale, spudoratamente ateo. Ma
nello staff covano corruzione e brama di
potere. Thriller bipartisan dedicato al
più appassionante dei giochi, la politica,
Ma finisce per ridurre tutta la storia Usa
(Kennedy, Nixon, Clinton/Levinsky...) ai
suoi moventi più «bassi», oscuri,
patologici e casuali, rompendo con la
sensibilità «liberal» se non proprio
radical, che rese indimenticabile il filone
«elettorale» new Hollywood anni '60 e
'70 (r.s.)
L'INDUSTRIALE
di GIULIANO MONTALDO; con PIERFRANCESCO FAVINO, CAROLINA CRESCENTINI. ITALIA 2011.
7Il proprietario quarantenne di
una fabbrica nella Torino colpita
dalla crisi economica cerca di
evitare la chiusura. Il lucido intervento
di Montaldo porta a scoprire il vero
volto del capitalista legato a interessi
personali messi in scena sotto forma di
crisi coniugale, più che ad autentica
preoccupazione verso la sua forza
lavoro. Ritratto che smaschera con
precisione una classe padronale gretta e
in ogni caso ben attenta al suo interesse
personale, sia di piccolo cabotaggio che
di antiche tradizioni. Film politico nel
cuore (Torino) del vecchio capitalismo
in bancarotta. (s.s.)
SHAME
di STEVE MCQUEEN; con MICHAEL FASSBENDER, CAREY MULLIGAN. USA 2011.
Secondo approfondito studio
dark dell'artista nero britannico
McQueen (dopo Hunger) sulle
prigioni, questa volta un carcere
autoimposto, duetto tra imprigionati
consanguinei, fratello e sorella sul
disagio di vivere che non si incontrano
mai. Brandon è prigioniero della
sessuomania, Sissy ha passato la vita a
tagliuzzarsi le braccia. Alle loro spalle si
immagina un terrificante passato di
molestie in famiglia. Fino a un tuffo gay
anni '70 nei vicoli della metropoli,
rendendo comsumistica la visione
omosessuale del mondo. Fassbender è
all'altezza di questo personaggio e
aggiunge tonalità inedite allo yuppy in
crisi. Il film in fondo ci rassicura: il male
si vince sempre. (r.s.)
DON'T THINK
di ADAM SMITH; con TOM ROWLANDS, ED SIMONS. USA 2011.
I film dei concerti live sono
diventati un fenomeno al
botteghino: ecco quindi la
registrazione del concerto dei Chemical
Brothers, il duo inglese di musica
elettronica, composto da Tom
Rowlands e Ed Simons.
I MUPPET
di JAMES BOBIN; ANIMAZIONE. USA 2011.
Alla faccia dei pupazzi in 3D
Kermit la rana, l'orso Fozzie,
miss Piggy, Gonzo e tutti gli altri
personaggi di stoffa ideati dal grande e
scomparso Jim Helson sono ancora in
gran forma grazie anche alla
rivitalizzazione che ne ha fatto il regista
James Bobin, già mente creativa dell'«Ali
G Show» e di gran parte dei programmi
e personaggi tv (Borat, Bruno) di Sacha
Baron Cohen. La storia è elementare ma
funziona. (m.gi.)
POLISSE
di MAÏWENN LE BESCO; con KARIN VIARD, JOEY STARR. FRANCIA 2011.
Film sulla Brigade de protection
des mineurs, realizzato da
Maïwenn (Le Besco) che
interpreta la parte di una fotografa
incaricata di seguire le attività della
brigata. Eroismi e debolezze dei
poliziotti in difesa dei minori vittime di
pedofili e abusatori di ogni specie, una
full immersion di 24 ore. Al centro la
regista pone l'attore idolo Joeystarr, il
più irrequieto e generoso difensore delle
creaturine indifese, protagoniste le
donne con le stellette che più degli
uomini mischiano il lavoro con la vita
privata. (m.c.)
40 CARATI
di ASGER LETH; con SAM WORTHINGTON, ELIZABETH BANKS. USA 2012.
Nick Cassidy, un poliziotto
onesto, si trova in prigione per
un crimine che non ha
commesso e approfitta della prima
occasione per evadere. Su un
cornicione di New York fa la richiesta
ala polizia di negoziare con la poliziotta
psicologa Anderson. Nella confusione il
fratello tenta un furto miliardario.
SULLA STRADA DI CASA
di EMILIANO CORAPI; con DANIELE LIOTTI, DONATELLA FINOCCHIARO. ITALIA 2012.
Operetta morale su una
generazione di italiani che ha
perso la sua identità e la scala di
valori, più per incapacità che per fattori
esterni: si intrecciano con pari
inadeguatezze la vita di un piccolo
imprenditore, un piccolo trafficante e
criminali di basso livello. Tutte le donne
ai margini della storia, o troppo
sognatrici o troppo impegnate per
intervenire e consolare. Ha ricevuto
attenzione e numerosi premi, nel cast
anche Daniele Liotti e Fabrizio Forgione.
(s.s.)
UOMINI CHE ODIANO LE DONNE
di DAVID FINCHER; con CHRISTOPHER PLUMMER, DANIEL CRAIG. USA 2011.
Versione hollywoodiana del
romanzo di successo planetario
di Stieg Larsson. Per
interpretarla Fincher ha voluto un'attrice
quasi sconosciuta come Rooney Mara,
forse più vulnerabile di Noomi Rapace
nella miniserie del regista svedese Niels
Anden Oplev, ma anche più complessa,
pericolosa. Siamo in un mondo
scurissimo, la capacità del romanzo è
toccare i tabù profondi della società
scandinava, ma anche molto universali, i
fantasmi mai dichiarati di un passato
nazista, l'orrore dei maschi che odiano le
donne. Fincher però sposta i bordi della
storia, al centro mette la relazione tra
l'uomo e la ragazza, un gioco che
somiglia alle commedie sofisticate e ai
melò. (c.pi.)
ACAB
di STEFANO SOLLIMA; con PIERFRANCESCO FAVINO, FRANCESCO NIGRO. USA 2012.
Esordio nel lungometraggio
dopo alcuni fulminanti corti e
molta tv di Stefano Sollima
(figlio di Sergio), dal libro di Carlo
Bonini. Acab (All Cops are bastards)
racconta di un terzetto di poliziotti
Cobra, Negro, Mazinga (Favino, Nigro,
Giallini) del reparto mobile con
esaltazione da manganello duro, sempre
in prima linea negli scontri di piazza
contro ultras, immigrati, zingari, fascistissimi,
con figli più fascisti di loro. E quando
Mazinga viene accoltellato pensano bene
di farsi giustizia da sé. Ma la periferia, i
corpi e le violenze urbane vengono
esposti con poca libertà e spudoratezza.
(c.pi.)
L'ARTE DI VINCERE
di BENNETT MILLER; con BRAD PIT, PHILIP SEYMOUR. USA 2011.
Moneyball, bello e
imprevedibilmente divertente è
la storia di Billy Beane, general
manager di una squadretta di baseball
californiana che persi i suoi pochi
campioni decide di ricostruirla puntando
su giocatori sconosciuti, sottovalutati,
semipensionati scelti sulla scorta di un
sofisticato software da un super nerd
(Jonah Hill) appena uscito da Yale. La
strana coppia procede dunque allo
smantellamento delle regole
fondamentali del gioco arrivando a
misurarsi con superpotenze cme gli
Yankees, i Red Sox. Seymour è lo
scorbutico allenatore Art Howe. Ha
appena ricevuto sei nomination
all'Oscar. (m.pa.)
BENVENUTI AL NORD
di LUCA MINIERO; con CLAUDIO BISIO, ALESSANDRO SIANI. ITALIA 2012.
Non è quel piccolo capolavoro
di freschezza e di commedia che
era Benvenuti al Sud, sempre
diretto da Miniero. Era difficile mettere
in piedi il sequel di un remake con lo
stesso tipo di meccanismo. Ma per tutta
la prima ora si ride parecchio. Miniero
ha dalla sua attori meravigliosi. Dai
protagonisti Bisio e Siani, ormai del
tutto a proprio agio, alle mogli,
Finocchiaro e Lodovini, ai caratteristi
che rinforzano ogni scena del film e ne
formano la grande risorsa comica.
Nando Paone, Giacomo Rizzo, la
mamma Nunzia Schiano oltre ai nuovi
venuti milanesi che ben si amalgamano
alla situazione. Alla fine Miniero porta a
casa un sequel che non era affatto una
riuscita scontata e gioca in trasferta
(Milano). E non c'è neanche un comico
romano. (m.gi.)
THE IRON LADY
di PHYLLIDA LLOYD; con MERYL STREEP, JIM BROADBENT. USA 2011.
Ritratto di Margareth Tatcher,
la signora d'acciaio, la prima
donna premier della Gran
Bretagna, film che potrebbe valere
l'Oscar per l'interpretazione a Meryl
Streep. Ma il film che ne ripercorre la
vita nell'intimità della casa è odioso e
disonesto, senza alcuna interpretazione
né politica né di messinscena del
eprsonaggio che tra il 1979 e il 1990 ha
massacrato il paese con la sua politica
ferocemente liberista di tagli alla spesa
pubblica, disoccupazione, recessione e
imposte. Fino alla Poll Tax, la tassa sulla
persona che segnerà la sua sconfitta
anche nel partito conservatore. Quando
Tatcher parla sembra di sentire Monti.
Magari era un po' pazza o solo stupida,
ma certo è la sola responsabile di tutto,
ci dice il film. Un po' facile no? (c.pi.)
MISSION IMPOSSIBLE PROTOCOLLO FANTASMA
di BRAD BIRD; con TOM CRUISE, PAULA PATTON. USA 2011.
La vera mission impossible era
rimettere in quota Tom Cruise,
offuscato da mogli e
Scientology. Ma è riuscito a farcela con
l'aiuto del fascino retro di una serie anni
'60 diretta da un regista di cartoni
animati (Ratatouille). Il film mette alla
prova le regole della fisica e i limiti del
fisico umano, la trama non è cruciale,
ma andrebbe visto in Imax (il gigantesco
sistema di proiezione) come è stato
girato per una buona mezz'ora e come
è stato visto negli Usa dove ha sbancato
il botteghino durante le feste natalizie.
(g.d.v.)
HESHER È STATO QUI
di SPENCER SUSSER; con JOSEPH GORDON-LEVITT, NATALIE PORTMAN. USA 2010.
Gordon-Levitt è forse il pianeta
più misterioso della sua
generazione, il suo Hesher, già
cult all'estero, mette in scena la sua
qualità di profeta che non sa di esserlo.
Nel film di debutto di Susser assistiamo
a una riflessione molto intima e
personale sul superamento della morte,
materna e popolana che pur di farsi
accettare chiama a raccolta un
ragazzetto metal di malavita e due
improbabili depressi. Nessuna ricerca di
Dio dentro di noi, spetta quindi a
qualcuno che travalichi i limiti rimettere
in sesto la famiglia sfasciata. La forza di
Hescher sta nel raccontare la tragedia
come una strada che non esclude mai la
speranza , destinata a lasciarci più soli di
come eravamo. (fi.bru.)





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