Capire le Primavere arabe
Capire le Primavere arabe
è un prezioso volumetto uscito dall'officina di Le Monde diplomatique per capire a fondo la natura dei sommovimenti politici e sociali che hanno scosso il Maghreb e il Mashreq nel 2011, e le ripercussioni che ci riguardano da vicino.
Contiene:
18 analisi dalle migliori firme del Diplò
22 schede sui caratteri e la storia dei paesi che aderiscono alla Lega Araba
9 mappe ragionate sulle origini e le cause delle rivolte
La cronologia dei principali eventi che hanno segnato la storia dei paesi arabi dal ’45 ad oggi.
Si tratta di un Manière de voir, una pubblicazione a tema (su un conflitto, un continente o una regione, una questione economica, sociale o culturale, un periodo storico, ecc,), edita ogni due mesi in Francia. In questo caso, gli articoli s’interrogano – in retrospettiva storica, economica e culturale – sulle ragioni del movimento di contestazione che, in poche settimane, ha infiammato le regioni arabe, con esiti diversi e ancora in divenire. Quali sono le caratteristiche di queste primavere? In che modo si è conclusa una stagnazione durata quarant’anni? Quale ruolo giocano gli islamisti nelle mobilitazioni? Quali sono le dimensioni culturali delle rivolte? Capire le primavere arabe è uno strumento analitico e alfabetizzante, indispensabile per liceali e studenti e per tutti quelli che preferiscono un approccio tematico all’attualità.
In questo numero troverete, tra le altre cose, un’ anatomia delle rivoluzioni di Tarik Tazdait e Naceur Chaabane – ricercatori del Centro nazionale delle ricerche scientifiche francese – che analizzano come nei regimi repressivi il “silenzio di massa” sia un’arma imprevedibile contro le dittature; una riflessione di Bassman Kodmani – direttore esecutivo dell’Arab Reform Institute - sulle conseguenze traumatiche per un’intera generazione della sconfitta nella guerra del ‘67 contro Israele; Kodmani firma insieme al direttore delle ricerche dello stesso Istituto, Salam Kawakibi, anche un’analisi sul ruolo storico degli eserciti nei paesi arabi. E ancora: un reportage di Raphael Kempf dall’Egitto conduce alla scoperta delle radici operaie della rivolta di piazza Tahrir; un approfondimento di Marie Bénilde sul ruolo giocato da Internet e dalle tv satellitari come al-Jazeera; un intervento di Hicham Ben Abdallah El Alloui, ricercatore dell’università di Stanford, che riflette sulle contraddizioni e le potenzialità di una cultura araba globalizzata e ancora un reportage dell’ex diplomatico francese a Tripoli Patrick Haimzadeh sulla nuova Libia e i suoi inganni. Un intero capitolo è dedicato alla scoperta delle “resistenze culturali” che negli anni hanno sparso i semi della rivolta nei paesi arabi, tra le analisi un articolo di Edward Said del 2004 che ragiona sulla “dualità” della lingua araba scissa tra la lingua classica e i dialetti nazionali e un articolo della documentarista Mona Abouissa che discute di rivoluzione con gli artisti del Circo nazionale egiziano creato da Nasser.
Per via della cronica mancanza di fondi, nella sua quasi ventennale avventura insieme al Diplò, il manifesto ha proposto i Manière de voir solo due volte in cartaceo – Un nuovo apartheid (i mercanti della salute) e Informazione globale. In agenda, però, ve ne sono molti altri, come potrete vedere consultando il sito francese (www.monde-diplomatique.fr): Guerre umanitarie, L'urbanizzazione del mondo, Battaglie per l'energia, Il tempo delle utopie... E altri si aggiungeranno, nel corso del prossimo anno. Quali vorreste veder pubblicati, in e-book o in edicola per il 2012? Fatecelo sapere scrivendo al web e al Diplò. E, soprattutto, comprate il vostro quotidiano preferito e sosteneteci.
Per una nuova primavera dell’informazione libera e controcorrente.





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