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03.12.2012 Un gruppo di docenti
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QUALCHE DOMANDA PER IL MINISTRO PROFUMO...
Un gruppo di docenti
03.12.2012
Siamo gli insegnanti di una pagina Facebook e dopo aver saputo che il Ministro Profumo sarà ospite alla trasmissione "Che tempo che fa" senza contraddittorio, abbiamo deciso di inviare al conduttore Fazio un elenco delle possibili domande che potrebbe porgli, divise per argomento.
Altre iniziative simili sono state prese da altri gruppi di docenti, ma temiamo che le nostre richieste non verranno accolte. In questo caso il Ministro avrà la possibilità di dire pubblicamente tutto ciò che vuole, infangando la nostra categoria, come è già successo altre volte e come ha già fatto anche il Presidente del Consiglio Monti in questa stessa trasmissione. Per questo motivo abbiamo deciso di comunicare ai giornali questa situazione, pregandovi di diffondere la notizia. Grazie.

Domande inviate a Fabio Fazio:

SULL’ADEGUAMENTO AGLI ALTRI PAESI EUROPEI:
Lei parla spesso di adeguarci all’Europa, ma in realtà gli insegnanti europei in media lavorano un minor numero di ore, guadagnano molto di più e hanno più tutele rispetto ai colleghi italiani. Questo come lo spiega?
Riguardo all’informatizzazione delle scuole, non crede che l’uso di Tablet e LIM all’interno di edifici fatiscenti e pericolanti in cui manca persino la carta per le fotocopie, sia quantomeno ridicolo?
Lei sa che la proposta dell’aumento a 24 ore di lezione frontale a titolo gratuito violava il Contratto Nazionale ed era incostituzionale? E’ sicuro che l’Europa ci stia chiedendo di calpestare la Costituzione e i diritti dei lavoratori?

SULL’ AUMENTO DELL’ORARIO E LA PERDITA DI POSTI DI LAVORO:
Lei ha bandito un concorso e poco dopo ha fatto proposte (come quella delle 24 ore di lezione frontale e quella dell’eliminazione di un anno di scuole superiori) che cancellerebbero non solo le poche cattedre messe in palio, ma anche centinaia di migliaia di posti di lavoro di docenti di ruolo e non di ruolo. Non le sembra di aver preso in giro gli insegnanti?
Come si può pensare che l’aumento di ore di lavoro degli insegnanti, i quali già lavorano 35 – 40 ore a settimana in condizioni spesso disagiate, possa migliorare la didattica? Non sarebbe il caso invece di aumentare le ore di scuola per gli studenti?
L’aumento dell’orario di lezione frontale di anche sole due ore implicherebbe un taglio di decine di migliaia di posti di lavoro, che si aggiungerebbero alle 87.000 cattedre già sottratte in seguito alla Riforma Gelmini. Lei non crede che la scuola abbia “già dato”?

SUL CONCORSO A CATTEDRE:
Perché viene bandito un concorso che permette di far diventare di ruolo persone che non sono abilitate e non hanno mai messo piede in un’aula scolastica, quando invece esistono decine di migliaia di docenti che hanno già superato concorsi, sono specializzati e abilitati e da anni aspettano una stabilizzazione? Quindi questi titoli professionali e gli anni di esperienza non hanno più nessun valore per lei?
Ai membri della commissione che dovranno valutare i candidati è richiesto soltanto di essere insegnanti di ruolo e di avere almeno due titoli universitari; ma questo significa che molti partecipanti avranno più titoli e più anni di esperienza rispetto a coloro che dovranno giudicarli. Come spiega questa apparente contraddizione?
Questo concorso costa allo stato più di 100 milioni di euro e mette in palio un numero talmente esiguo di posti rispetto al numero di domande pervenute da essersi meritato l’appellativo di “lotteria”. E’ sicuro che non sarebbe stato il caso di ritirarlo, invece di annunciare un altro concorso ogni due anni?
Lei pensa che sia giusto chiedere a docenti precari che hanno già una specializzazione, più abilitazioni e titoli e una esperienza sul campo di diversi anni, di farsi valutare nuovamente in un concorso in cui la prova preselettiva (un “quizzone” uguale per tutti) pare quantomeno inadeguata?

SUI TAGLI E I SACRIFICI:
Perché si chiede agli insegnanti di scuole medie e superiori di lavorare ore in più a titolo gratuito, ma la stessa richiesta non viene fatta ai suoi colleghi docenti universitari, i quali sono obbligati a fare soltanto 4 ore di lezione a settimana?
Per quale motivo la produttività delle imprese private deve essere finanziata mentre quella dell’amministrazione pubblica si pretende facendo tagli?
Aumentare le ore di lavoro a titolo gratuito significherebbe abbassare lo stipendio orario degli insegnanti, che è già tra i più bassi d’Europa. Lei non crede che quando un governo chiede sacrifici di questo tipo dovrebbe essere lui per primo a dare il buon esempio, abbassando lo stipendio dei suoi ministri?
Visto che i “sacrifici” richiesti in seguito alla Riforma Gelmini (circa 8 miliardi e mezzo di euro) non si sono trasformati in investimenti per la didattica e per la ristrutturazione degli edifici scolastici come promesso, secondo lei gli insegnanti e gli studenti potrebbero fidarsi di questo governo che è sostenuto dal governo precedente?

           * Insegnanti della pagina Facebook "Docenti – Contro le 24 ore e la (ex) Aprea"
 
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