CONCORSONE AL BUIO
Angelo Di Cunzolo
18.12.2012
Alle ore 9:10 del 17 dicembre, è iniziata la prova preselettiva nelle due aule multimediali dell’ Istituto V. Arangio Ruiz di Viale Africa a Roma, dove ero convocato.
In totale i partecipanti del primo turno erano meno di venti.
Alle 9:45 avevo risposto a 47 domande. Avevo deciso di prendermi l’ultimo quarto d'ora per lavorare ai tre astrusi quesiti di logica su cui ero incerto. Dopo averne risolti due, ero abbastanza sicuro e ho iniziato a fare i calcoli per l'ultimo. Il cronometro segnava MENO SETTE MINUTI dal termine.
Giunge un black out totale. Su tutta la scuola, forse su parte del quartiere. Tutto si spegne in un attimo, tutti i dati vanno persi. L’incredulità ha lasciato subito spazio ad un onda di sdegno. Ho ripreso il cellulare e minacciato di chiamare i carabinieri dopo dieci minuti di attesa. Dopo altri dieci minuti il Miur ha comunicato che era indispensabile rifare la prova: DACCAPO. UN ALTRO INTERO TEST DI ALTRE DIFFERENTI 50 DOMANDE. Ormai la rabbia cieca aveva fatto a brandelli anche la mia rinomata dignità, le lacrime scendevano. Per calmarmi ci ho messo un po', necessitando anche dell’intervento dei tecnici della commissione per inserire il mio codice fiscale. Addirittura, sì.
Ma, dopo altri 50 minuti, il mio Angelo custode ieri ha voluto che superassi la prova.
Dei 20 presenti in quella scuola in quel turno, ovviamente non per tutti è finita bene.Impossibile recuperare i risultati del primo test. E’ stato leso il diritto di promozione di chi aveva sostenuto la prima prova, magari andata a buon fine, ma impossibile da recuperare per colpa di questo sistema aberrante e senza fondamenti infrastrutturali reali messo in piedi dal ministero.
Ho richiesto un verbale alla dirigente con tutto l'accaduto. Lei stessa, il personale dell’Istituto e la commissione presente hanno avuto un atteggiamento assolutamente professionale, attento e comprensivo. Sono loro molto grato per la cortesia e il rispetto con cui hanno gestito quelle due ore.
Anche se ho superato la prova e passerò un altro mese a studiare, nonostante le mie due lauree e le tre abilitazioni, ho vissuto sulla mia pelle l'abbrutimento a cui ci costringono, il sopruso a cui ci vogliono abituare per vedere riconosciuto il nostro diritto sacrosanto alla dignità di docente.
Grazie Miur, grazie Italia...per questi capelli bianchi, per queste occhiaie, per il tempo perso che nessuno mi restituirà, per questa rabbia che mi mangia.





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