INSEGNANTI CONTRO IL CONCORSONE
Insegnanti dell'ITC Molari di Santarcangelo di Romagna
20.12.2012
Noi, insegnanti della scuola italiana, abbiamo assistito in questi giorni allo svolgimento delle prove del cosiddetto “concorsone” indetto dal ministro Profumo, e siamo indignati per il trattamento riservato ai colleghi di lavoro che si sono dovuti sottoporre a queste prove.
Cinquanta quiz in cinquanta minuti, una specie di gara a premi, pensata da qualcuno che deve aver visto troppa televisione, con domande poco o per nulla attinenti all’insegnamento, il cui unico scopo è evitare di pagare tanti esaminatori per correggere tanti compiti.
Perché tenere prove di esame in questa forma? Perché la prova di esame tradizionale era un compito lungo e articolato, riguardante la materia da insegnare e la didattica da adottare, e richiedeva lunghi tempi di correzione e commissioni d’esame più costose di un programma di computer.
Così abbiamo visto insegnanti che hanno più lauree, più abilitazioni, esperienze anche decennali di insegnamento, che sono stati esclusi dalla possibilità di dimostrare la loro preparazione e le loro capacità di insegnare.
Il Ministero avrà realizzato forse un concorso basato sul risparmio, ma le persone che sono state sottoposte a questa prova sono state umiliate da una prova nozionistica ed erratica: l’esatto contrario di come deve essere effettuata una valutazione, l’esatto contrario di come noi facciamo con i nostri studenti e di come coloro che hanno superato questa selezione dovranno fare con i loro.
Alcuni hanno ottenuto buoni punteggi, gli è stato chiesto come hanno fatto. Risposte: hanno comprato raccolte di quiz, o hanno scaricato a pagamento batterie di test-tipo da siti internet. Il che significa che non si sono preparati meglio sulle loro materie di insegnamento o sulla didattica, ma hanno impiegato tempo, energie e denaro per “specializzarsi” nella soluzione di quiz.
Bisogna ricordare, una volta ancora se ce ne fosse bisogno, che i quiz verificano esclusivamente la preparazione a svolgere i quiz, e niente di più. Certamente non verificano alcuna preparazione al “fare”, e nello specifico non verificano la preparazione all’insegnare, al trovarsi di fronte degli adolescenti, con le loro caratteristiche e i loro problemi.
Nell’antico impero cinese, i funzionari statali, i “mandarini”, venivano scelti con esami che nulla avevano a che fare con le mansioni che avrebbero dovuto svolgere, venivano invece esaminati sulla ripetizione mnemonica delle opere letterarie tradizionali. Lo scopo degli esami era accertare che il candidato avesse buona memoria e, soprattutto, che fosse pronto alla completa sottomissione, spendendo tanto tempo nel preparare qualcosa che poi non gli sarebbe stato necessario, tanto più in caso di mancata assunzione all’incarico. Ci ricorda qualcosa?





• 