LASCIANDO IL MANIFESTO
Vittorio melandri
21.12.2012
Cara Norma Rangeri
Che malinconia, che tristezza, leggo che anche Valentino Parlato lascia "il manifesto". Niente di nuovo ben inteso, la condizione umana, per quanto banale possa essere osservarlo, è fatta di nascita e di morte, ma anche per chi come me "nel quotidiano comunista" ha trovato sin qui più motivi di dissenso che il contrario, sarà d'ora in poi impossibile trovare tutti quelli che se ne sono andati d'un colpo, semplicemente comperando il giornale la mattina presto in edicola.
Ma anche per loro, non sarà più possibile trovare "me" in compagnia di tutti gli altri.
Forse a questo non hanno pensato.
Non essendo un poeta, anche se mai come di questi tempi ogni giorno soffro anch'io, come un poeta, mi approprio della poesia che Giorgio Caproni ha dedicato ad André Frènaud, e così come è vero che pur "Lasciando Loco", Loco è rimasto, spero in cuor mio che "il manifesto" rimanga pur...
Lasciando il manifesto
A chi rimane
Sono partiti tutti.Hanno spento la luce, chiuso la porta, e tutti (tutti) se ne sono andati uno dopo l'altro.
Soli, sono rimasti gli alberi e il ponte, l'acqua che canta ancora, e i tavoli della locanda ancora ingombri - il deserto, la lampadina a carbone lasciata accesa nel sole sopra il deserto.
E io, io allora, qui, io cosa rimango a fare, qui dove perfino Dio se n'è andato di chiesa, dove perfino il guardiano del camposanto (uno dei compagnoni più gai e savi) ha abbandonato il cancello, e ormai - di tanti- non c'è più nessuno col quale amorosamente poter altercalare?
(ottobre 1972 - dicembre 2012)
Vittorio Melandri ringraziando Giorgio Caproni





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