CRESCIUTO CON IL MANIFESTO
Tommaso Barbieri
21.12.2012
I miei primi ricordi de il manifesto risalgono a quando da piccolo le domeniche mattina scendendo da camera mia ero sicuro di trovare mia madre o mio padre a leggerlo in poltrona.
La tavola apparecchiata, la pentola sul fuoco e la montagna dei vecchi numeri sul tavolino della sala.
A volte invece lo trovavo in cucina, ancora fresco e ben piegato.
Ricordo mia madre che leggeva la prima pagina a mio padre mentre mi portavano a scuola.
E le domeniche di primavera, mio padre che leggeva in giardino con il cane a fianco.
Quando gli insegnanti dicevano a tutti di portare un giornale da casa io nello zaino ci mettevo il manifesto.
Serviva il manifesto anche quando bisognava pitturare e coprire il pavimento.
E poi Dio solo sa quante mosche e zanzare ha spiaccicato il manifesto.
Ricordo che non ci fidavamo delle sue previsioni meteo e mia madre diceva sempre: "Domani piove ma lo dice il manifesto, quindi va be".
E ora che ho 24 anni ed il manifesto non lo uso solo per incartare il vetro, vorrei ringraziare questo giornale ed i miei genitori che mi ci hanno fatto crescere.
Al di là del significato politico e culturale della sua fine, voglio qui testimoniare l'affetto che mi lega al manifesto il quale continuerà ad ispirarmi, edicola o no.





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