EGITTO, FRA GOLPE E ISLAMISMO RADICALE
Gian Piera Boi
19.08.2013
Vi scrivo per esprimere una mia modesta ma sinceramente preoccupata opinione sulle sensazioni di ambiguità e incongruenza che i vostri recentissimi articoli sulla situazione egiziana mi hanno procurato.
Premetto che non è mia intenzione fare inutili polemiche e che quelle che seguono sono ovviamente le mie personalissime idee; ho 43 anni e sono quindi cresciuta sulla scia della fine dei 70, con Marx , Che Guevara, Democrazia proletaria, il Rock, Apocalipse Now etc. Poi sono cresciuta e mi sono laureata in Scienze Politiche. Non ho mai cambiato idea su una cosa: per quanto non si debba essere manichei e rigidi, è doveroso ed eticamente necessario portare avanti nella propria vita, e quindi anche con il proprio giornale, una linea coerente, un’insieme di idee che si sposino e si valorizzino l’un l’altra.
Credo che sia generalmente accettato che i Fratelli mussulmani altro non sono se non un partito islamico estremista, che ha sempre avuto come obiettivo quello di imporre la legge coranica come “legge politica” per tutti gli egiziani (che siano d’accordo o meno). Mi ha colpito la reazione europea e americana alla repressione di questo partito fascista da parte di un esercito che comunque ha avuto il benestare della maggioranza degli egiziani liberi e democratici e si è mosso dopo un mese di piazza. Ma mi ha colpito ancor di più il taglio che il vostro giornale ha dato alla vicenda: “Il giorno del massacro” è un articolo che parla solamente di morti e feriti, senza spiegare perché ci sono tanti morti e feriti e chi li ha mandati a protestare e con quale fine. Mancano uno spessore e una chiave di lettura e un lettore comune, che non abbia un minimo di preparazione o un’opinione sull’argomento, non può far altro che pensare: poveracci questi Fratelli mussulmani; sono dei veri resistenti!. E’ come se il popolo tedesco si fosse ribellato al regime nazista (magari) e l’esercito lo avesse appoggiato. Credete forse che sarebbe stata una sollevazione indolore? Credete che non sarebbero stati “massacrate” intere famiglie di tedeschi legati alle SS e al regime nazista? Ovviamente si. Non sto dicendo che la violenza usata in queste ore dall’esercito egiziano sia benvenuta e che mi faccia piacere: dico solamente che dobbiamo prendere una posizione univoca quando si tratta di libertà e democrazia, con tutto ciò che ne consegue: sapete perfettamente che non c’è posto per la libertà della donna in un mondo “coranico”, come non ce n’è per gli omosessuali, gli artisti, i musicisti e gli scrittori. Figurarsi poi se permetterebbero ai transessuali di scegliere il bagno nel quale entrare o lo sport da praticare! L’espressione tipicamente occidentale di femminicidio poi non potrebbe esistere, dato che le donne, nella cultura islamica che i Fratelli mussulmani vogliono imporre ai loro giovani, non possono muovere un passo senza l’accordo del marito o padre o fratello.
Mi piacerebbe trovare intorno a me dei punti di riferimento (soprattutto per mio figlio) che non cavalchino opportunisticamente l’onda del buonismo: durante la guerra civile americana ci sono stati migliaia e migliaia di morti e sotto sotto sappiamo tutti che c’erano enormi interessi economici in ballo, ma per fortuna c’era in ballo anche l’abolizione della schiavitù e io sono contenta che abbiano vinto i nordisti!
Mi scuso se posso esservi sembrata poco rispettosa, ma credo ancora nelle sane discussioni e nello scambio di sincere opinioni.




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