i dischi della settimana
ALIAS n. 06 del 11/02/2012
ULTRASUONATI da LUCIANO DEL SETTE
GUIDO FESTINESE
ROBERTO PECIOLA
MARCO RANALDI
ANATHEMA
FALLING DEEPER (Kscope)
Daniel Cavanagh, mente degli
Anatema nell'ultimo ventennio, ama le
sfide. Dopo aver affrontato in chiave
semiacustica il repertorio più recente con
Handsight, qui la band è affiancata dagli
archi della London Session Orchestra.
Dave Stewart arrangia il tutto, interviene
la voce cristallina di una bellezza
inquietante di Annneke van Gierbergen.
Qui si svela, in pratica, quanta malinconica
e nobile poesia melodica si celasse dietro
la scorza metal originaria delle
composizioni di un tempo ormai molto
lontano. Chiusura spettacolare, con la
chitarra di Danny che prende il volo sulle
corpose ali orchestrali inventate per
Sunset of Age. (g.fe.)
GLI EX
PRIMAVERA, AUTUNNO, INVERNO (Nda/Goodfellas)
Due chitarre, basso e batteria
sono formazione che rimanda a gloriosi
gruppi di altri tempi. Anche il nome, Gli
Ex, sembra fare da nostalgico rimando. E
invece, anche il secondo lavoro del
quartetto romagnolo ne conferma la
capacità di stare con i piedi ben saldi in un
presente musicale che è meltin' pot di
desert blues, swing, rock, gocce di reggae
e citazioni sparse. Undici brani, alcuni
particolarmente riusciti (Vedo non vedo,
Tempo al tempo, Io vado a sud) e, ad aprire
il ricco booklet, un racconto del bassista
Valerio Corzani, dove protagonista è l'estate che manca nel titolo. (l.d.s.)
GAIA CUATRO
VISIONS (Abeat Records)
È proprio vero che i matrimoni
misti e durevoli innescano proficui
rimescolamenti di sangue, e arricchimenti
reciproci. Una prova in musica l'avete qui,
con il quartetto Gaia Cuatro, due
argentini e due giapponesi incontratisi a
Parigi, e attivi in uno splendido territorio
fra «nuevo tango» e jazz contemporaneo
che non è certamente novità assoluta, ma
neppure ha esaurito ogni possibilità. Non
tragga in inganno il titolo: questo cd
ripropone, con qualche aggiornamento
(ad esempio una bella traccia «live» con
Paolo Fresu) il primo disco dell'ensemble
del 2004. Per nulla invecchiato. (g.fe.)
HARRY GREGSON-WILLIAMS
COWBOY & ALIENS (Varese Sarabande)
Che clangore questo score, wow!
Non c'è uno spazio di respiro nelle
musiche scritte da Gregson-Williams per
il film prodotto da Spielberg, nello stile
delle musiche «senza respiro». Il bello è
che anche senza vedere il film, si fantastica
con i suoni e ci si appassiona come se si
ascoltasse la scatola dei suoni di disneyana
memoria. Alla grande! (m.ra.)
ISLET
ILLUMINATED PEOPLE (Shape/Self)
Questo è l'album che volevamo
ascoltare, da tempo! Gli Islet arrivano
da Cardiff, e dopo due ep eccoli alla
prima vera prova ufficiale. Superata a
pieni voti! Illuminated People è un lavoro
splendido, a fuoco in ogni sua parte, sia
che guardino alla sperimentazione, al
noise, al progressive, al krautrock, alle
ritmiche alla Gang Gang Dance o ai
These New Puritans, al post punk.
Tutto è unito insieme in maniera
perfetta, certo non è la cosa più «catchy» che si possa immaginare,
tuttaltro, ma è proprio questo esser
tutto e nulla, questo tentativo, quasi
del tutto riuscito, di spezzare regole e
stili, che rende questo disco un must,
già lo immaginiamo, del neonato 2012.
Catch it! (r.pe.)
WE HAVE BAND
TERNION (Naive/Self)
Il ritornello dell'apertura Shift ci
ha fatto pensare ai migliori Tears for
Fears, ma questi sono We Have Band,
formazione londinese giunta al secondo lavoro. Londra in questo inizio di 2012
sembra voler tornare a essere padrona
del mondo rock e pop, con una serie di
gruppi dal futuro, quasi per tutti,
scritto. Tra questi We Have Band
potrebbero avere un ruolo
sicuramente importante. Rispetto al
debutto Ternion vede meno
«macchine» e più strumenti reali, e il
sound e le composizioni, che
richiamano la scena electro pop anni
Ottanta (Human League su tutti), ne
guadagnano nettamente. E anche chi
ascolta! (r.pe.)





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